Lo scandalo degli agenti segreti al seguito di Obama si estende a 11 militari dello staff presidenziale. Ritirate le chiavi di accesso alle informazioni segrete
Lo scandalo degli agenti segreti, responsabili della sicurezza del Presidente Obama, che avrebbero organizzato e partecipato ad un festino a luci rosse prima dell’arrivo del primo cittadino statunitense al vertice delle Americhe che si è tenuto a Cartagena in Colombia, non accenna a sgonfiarsi, al contrario monta e coinvolge altre persone dello staff presidenziale. Dopo che 3 agenti della CIA sono stati costretti a dimettersi ed altri 8 sono sottoposti ad indagine interna, ora iniziano ad essere presi i primi provvedimenti da parte del Ministero della Difesa USA contro gli 11 militari che erano al seguito del Presidente e avrebbero anch’essi preso parte al festino.
Sono stati ritirati i permessi per l’accesso ad informazioni segrete a 6 membri delle forze speciali dell’esercito, due artificieri della marina, due addestratori di cani e un aviatore. E’ ciò che emerge dai primi risultati delle indagini condotte dal Pentagono. Leon Panetta, segretario alla Difesa di Obama è in viaggio proprio in questi giorni in Cile, Colombia e Brasile relativamente allo scandalo scoppiato durante il vertice delle Americhe e che sta mettendo in forte imbarazzo Washington. L’esecutivo USA teme soprattutto per le informazioni che potrebbero essere uscite durante l’increscioso episodio oltre alla possibilità che alcuni agenti possano essere ricattati e fornire notizie sensibili ad intelligence di altri paesi che possano aver colto o coglier l’occasione per acquisire dati di estrema segretezza ed è per questo che ai militari indagati sarebbero stati già tolte le chiavi di accesso ad informazioni sensibili.


