L'offerta saudita di inviare truppe in Siria non è realistica. Esperti Usa

L'Arabia Saudita non può combattere guerre su due fronti

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L'offerta saudita di inviare truppe in Siria non è realistica. Esperti Usa

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Il ministro degli Esteri dell'Arabia Saudita, Adel al Jubeir, ha detto che è possibile inviare anche le forze speciali saudite in Siria, riferisce Reuters .
 
"E' in corso discussione per quanto riguarda l'invio in SIria di un contingente di forze di terra e un contingente di forze speciali nell'ambito delle operazioni condotte dalla coalizione internazionale guidata dagli Stati Uniti contro l'Isis, e il Regno dell'Arabia Saudita ha espresso la sua disponibilità a fornire forze speciali per tali operazioni", ha detto Jubeir. 

Il Pentagono e la Casa Bianca hanno valutato positivamente il fatto che l'Arabia Saudita si è detta disposta ad inviare truppe in Siria per condurre operazioni di terra contro lo Stato Islamico . Così, il Segretario della Difesa Usa, Ash Carter, ha detto che "questo tipo di notizia è estremamente benvenuta", mentre anche il portavoce del governo, Josh Earnest, ha accolto con favore questo annuncio, come sottolineato da Newsweek .
 
L'annuncio saudita è in linea anche alle tesi sostenute dai candidati democratici, Hillary Clinton e Bernie Sanders; infatti, il senatore del Vermont ha a lungo lamentato il fatto che "le  ricche e potenti nazioni musulmane della regione non possono continuare ad aspettarsi che gli Stati Uniti facciano il lavoro che spetta loro". Tuttavia, la proposta comprende un ostacolo quasi insormontabile, in quanto indica che parteciperanno "con truppe di terra con la coalizione" guidata dagli americani. 

Se questo significa truppe di terra americane questo potrebbe "non accadere mai", in quanto sia il presidente Obama che i candidati democratici e repubblicani - Donald Trump  e Ted Cruz - hanno escluso il dispiegamento di unità di combattimento degli Stati Uniti in Siria. Il repubblicano Marco Rubio sarebbe aperto a dispiegare truppe in Siria, ma solo come parte di una missione multinazionale.
 
Inoltre, il settimanale americano osserva che l'esercito saudita è costituito da circa 175.000 soldati ed è progettato per mantenere l'ordine nel regno - e quindi non dispone di unità adatte a consurre una lotta prolungata in Siria -  e ricorda che "anche la sua brutale e controversa campagna per sconfiggere i ribelli sostenuti dall'Iran nello Yemen è stata limitata in gran parte ad attacchi aerei. "  

Aaron David Miller, ex consigliere politico sul Medio Oriente per più di due decenni, prevede che un intervento arabo su larga scala guidato dai sauditi potrebbe portare a una tragedia di proporzioni shakespeariane. 
 
Millerc descrive le forze militari dell'Arabia Saudita come "male addestrate" e "incompetenti", prevedendo che, in caso di dispiegamento di truppe saudite in Siria, i suoi soldati finirebbero "nelle gabbie dello Stato islamico". Inoltre, Miller e altri osservatori hanno detto che l'obiettivo principale dei sauditi non è rovesciare l'insurrezione terroristica, ma il governo siriano del presidente Bashar al-Assad.
 
"L'esercito saudita è molto impegnato nello Yemen e le sue forze non sono preparate per un intervento sul terreno in Siria", sostiene un ex diplomatico americano in Arabia Saudita che preferisce rimanere anonimo. 
 
In ogni caso, questo dibattito "potrebbe essere irrilevante", perché il progresso dell'esercito siriano, sostenuto dalla Forza aerea russa, minacciano di scacco matto l'insurrezione nel paese arabo, spiega Jon B. Alterman, vice presidente  e direttore del Programma Medio Oriente del Centro di studi strategici e internazionali, un think tank di Washington.
 
L'Arabia Saudita non può combattere guerre su due fronti
 
Il vice capo di Stato Maggiore delle Forze Armate iraniane, il generale di brigata Masoud Jazayeri, ritiene che "mentre l'Arabia Saudita è in questa situazione di stallo, nella quale si è cacciata per le sue attività ostili contro lo Yemen, non può permettersi un'altra la guerra in Siria ".
 
"Le azioni e le dichiarazioni di Riyad sono solo parte delle loro operazioni psicologiche, progettate per la propaganda interna e indicano una perdita di influenza nella regione ".
 

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