L'oscuro legame tra le bombe in Siria e quelle di New York

10344
L'oscuro legame tra le bombe in Siria e quelle di New York

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

PICCOLE NOTE


C’è un oscuro legame tra quanto accaduto ieri negli Stati Uniti, dove l’Isis ha colpito ancora, e quanto avvenuto alcune ore prima in Siria, dove a far strage è stata l’aviazione degli Stati Uniti. Un legame oscuro e inquietante.

 

Sabato sera gli aerei Usa hanno bombardato Deir Ezzor, massacrando oltre sessanta militari dell’esercito regolare siriano. La città da anni è stretta d’assedio dall’Isis, alla quale le forze di Damasco hanno opposto una resistenza eroica, tanto da esser considerata ormai un simbolo della resistenza al Terrore in tutto il Paese.

 

L’attacco aereo peraltro strategico, perché ha preso di mira in particolare l’aeroporto, vitale per far giungere rifornimenti agli assediati.

 

Bombardamento atipico: da quando è iniziato il conflitto è la prima volta che l’esercito degli Stati Uniti ha colpito in maniera così massiccia le forze di Assad. Va da sé che è altrettanto raro che un attacco aereo americano abbia causato un analogo numero di vittime nelle fila dell’Isis…

 

Gli Stati Uniti hanno spiegato che si è trattato di un errore, ma si tratta di un’evidente boutade: quella zona di mondo è monitorata palmo a palmo da satelliti, droni e altre diavolerie in dotazione all’esercito Usa. Un errore così madornale è semplicemente impossibile. In particolare perché le bombe sono cadute su postazioni stabili e più che note.

 

 

Crimine ancora più odioso se si tiene presente che proprio in questi giorni l’accordo russo-statunitense aveva dato luogo a un cessate il fuoco che più dei precedenti stava alimentando speranze riguardo la fine di questa interminabile guerra.

 

Proprio l’atipicità dell’iniziativa bellica e la tregua in atto sembrano essere gli elementi chiave per spiegare il significato di questo attacco. Chi lo ha ordinato ha inteso far saltare il cessate il fuoco. L’eccidio, infatti, oltre ad assestare un durissimo colpo alle forze siriane, ha avuto come conseguenza la denuncia della tregua da parte del governo di Damasco.

 

I siriani avevano già dovuto constatare che le feroci milizie legate all’Arabia Saudita non avevano accettato il cessate il fuoco nonostante le rassicurazioni di Washington. Ora hanno dovuto prendere atto che l’amministrazione Usa non riesce a tenere sotto controllo i suoi falchi.

 

Così le condizioni per portare avanti la tregua semplicemente non ci sono.

E bisogna ringraziare il sangue freddo dei russi, che in loco hanno piazzato le micidiali batterie anti-aeree S-400 in grado di tirare giù i top gun impazziti. Cosa sarebbe accaduto se invece avessero difeso i loro alleati?

 

Alcune ore dopo l’azione di Deir Ezzor, l’Isis ha colpito l’America. Si potrebbe dire un attacco parallelo a quello siriano. D’altronde da tempo Terrorismo e anti-Terrorismo si alimentano a vicenda e si combattono in un corpo a corpo che è insieme lotta e danza macabra.

 

Al di là della banale osservazione che non si può dichiarare guerra all’Isis e poi nei fatti aiutarla sul campo in nome del regime-change in Siria, val la pena di soffermarsi sul significato simbolico di quanto accaduto.

 

In questi ultimi giorni le forze del caos erano costrette sulla difensiva. Significativo in tal senso l’appalesarsi in mondovisione della malattia di Hillary Clinton, che tali forze hanno scelto per rilanciare la loro sfida rivoluzionaria (tale la dottrina teologico-politica neocon),da attuarsi attraverso una ritrovata aggressività globale degli Stati Uniti.

 

Ancora più significativo il fatto che la debolezza della Clinton si sia manifestata l’11 settembre, data più che simbolica per gli ambiti neocon che hanno preso il potere a seguito degli attentati al Pentagono e alle Torri Gemelle.

 

Come simbolico appare che la tregua russo-statunitense fosse entrata in vigore il 12 settembre, giorno successivo alla data funesta. Un tentativo, purtroppo vano, compiuto dell’amministrazione Obama per voltare pagina e chiudere la parentesi della follia bellica.

 

Gli attentati in Siria e negli Stati Uniti costituiscono così una sfida parallela. Un rilancio delle forze del caos globali. Che sono ancora convinte, nella loro ossessione psichiatrica, di poter portare a casa tutta la posta.

 

A questo scopo puntano ancora su un’affermazione senza compromessi della Clinton. E da questo punto di vista, l’affondamento della tregua siriana fa naufragare anche l’ipotesi che il tessitore di tale accordo, ovvero John Kerry, possa sostituire in corsa l’attuale candidata alla Casa Bianca, ventilata in questi giorni, o che egli sia confermato al Dipartimento di Stato come garanzia della continuità obamiana.

 

Ma tali forze puntano anche a impedire a ogni costo qualsiasi evoluzione virtuosa del caos siriano, dal momento che tale conflitto rimane elemento chiave della rivoluzione globale cara di neocon. La lotta continua.

SEGUI: PICCOLE NOTE

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Cento Anni di Fidel: il Coraggio e la Coerenza di Fabrizio Verde Cento Anni di Fidel: il Coraggio e la Coerenza

Cento Anni di Fidel: il Coraggio e la Coerenza

Milioni di chiamate spam? Colpa dello Stato che non c’è più di Francesco Santoianni Milioni di chiamate spam? Colpa dello Stato che non c’è più

Milioni di chiamate spam? Colpa dello Stato che non c’è più

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

Ceuta, perché non mi aspetto più nulla dall'UE di Paolo Desogus Ceuta, perché non mi aspetto più nulla dall'UE

Ceuta, perché non mi aspetto più nulla dall'UE

Venezuela, sotto il cielo stretto nell'assedio di Geraldina Colotti Venezuela, sotto il cielo stretto nell'assedio

Venezuela, sotto il cielo stretto nell'assedio

TAV: condividere e condannare di Alessandro Mariani TAV: condividere e condannare

TAV: condividere e condannare

Succubi e complici di americani ed israeliani di Giuseppe Giannini Succubi e complici di americani ed israeliani

Succubi e complici di americani ed israeliani

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale di Giorgio Cremaschi Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti