L’Ucraina accusa la Russia di essere dietro agli attentati terroristici di Bruxelles

Non è la prima volta che l’SBU ucraina accusa la Russia di aver architettato attentati di matrice terroristica in Europa

2975
L’Ucraina accusa la Russia di essere dietro agli attentati terroristici di Bruxelles

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE


di Eugenio Cipolla

Deve davvero aver raggiunto l’impossibile la guerra tra Russia e Ucraina, se qualche ora dopo l’attacco terroristico che ha sconvolto Bruxelles, Vasyl Gritsak ha lanciato un’accusa pesantissima contro Mosca. Ospite di una conferenza presso la Kyiv-Mohyla Academy, il capo della SBU, i servizi segreti ucraini, ha detto che dietro quanto accaduto nella capitale belga potrebbe esserci la Russia. «Probabilmente – ha affermato Gritsak – già sapete che oggi a Bruxelles ci sono state due esplosioni e, secondo i dati preliminari, ci sono dodici vittime. Ecco, io non sarei sorpreso se si trattasse di un elemento della guerra ibrida messa in atto dalla Russia. Ora – ha aggiunto – daranno la colpa all’Isis, non posso insistere, ma fare ipotesi».
 
Parole di un certo peso e accuse gravi che appesantiscono ancora di più il clima di tensione che si respira sull’asse Mosca-Kiev. Il governo russo,  per mano del primo ministro Dmitry Medvedev, ha già risposto per le rime alle affermazioni di Gritsak. «Il capo della SBU che ha parlato di un nostro coinvolgimento negli attacchi terroristici a Bruxelles – ha scritto il premier sulla propria pagina Facebook – è un deficiente». Anche Maria Zakharova, portavoce del ministero degli Esteri di Mosca, sempre via Facebook, ha commentato le parole del capo dei servizi segreti ucraini. «Una persona che parla così non può esserci. Questa è una cosa che va oltre l’umano», ha scritto. Per Vladimir Markin, rappresentate del Comitato Investigativo della Federazione Russa, a Gristak va la «nomination per la dichiarazione più stupida e folle fatta dai rappresentanti della piazza (riferimento è a Maidan, ndt)».  
 
Non è la prima volta che l’SBU ucraina accusa la Russia di aver architettato attentati di matrice terroristica in Europa. Già subito dopo gli attentati di Parigi dello scorso anno, da parte dei vertici dell’intelligence ucraina, vi fu una dichiarazione in tal senso.
 
Intanto sul fronte diplomatico, potrebbe essere molto importante l’incontro che si svolgerà nei prossimi giorni tra Vladimir Putin e John Kerry. Il segretario di Stato Usa sarà in visita ufficiale a Mosca e incontrerà il presidente russo per sbrogliare la matassa siriana e anche quella ucraina. L’obiettivo del governo americano è quello di portare a casa qualche risultato in vista della campagna elettorale per le presidenziali.
 
La questione ucraina, infatti, potrebbe tornare “di moda” negli Stati Uniti. Ieri, intervistato dal Washington Post, Donald Trump ha dato un’altra stoccata a Barack Obama per la gestione della crisi in Donbass. «Per carità, avere la Nato è una buona cosa – ha detto il miliardario – ma guardo la situazione in Ucraina e penso che questo è un paese che ci riguarda molto meno rispetto ad altri paesi della Nato. Noi stiamo facendo tutto, loro non stanno facendo nulla. Perché la Germania non sta trattando con la Nato sull’Ucraina? Perché non lo fanno nemmeno gli altri paesi più vicini? Perché siamo sempre noi quelli in prima linea nella “potenziale” terza guerra mondiale contro la Russia?». 

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Cento Anni di Fidel: il Coraggio e la Coerenza di Fabrizio Verde Cento Anni di Fidel: il Coraggio e la Coerenza

Cento Anni di Fidel: il Coraggio e la Coerenza

RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE di Raffaella Milandri RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE

RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE

Ceuta, perché non mi aspetto più nulla dall'UE di Paolo Desogus Ceuta, perché non mi aspetto più nulla dall'UE

Ceuta, perché non mi aspetto più nulla dall'UE

Venezuela, sotto il cielo stretto nell'assedio di Geraldina Colotti Venezuela, sotto il cielo stretto nell'assedio

Venezuela, sotto il cielo stretto nell'assedio

TAV: condividere e condannare di Alessandro Mariani TAV: condividere e condannare

TAV: condividere e condannare

Succubi e complici di americani ed israeliani di Giuseppe Giannini Succubi e complici di americani ed israeliani

Succubi e complici di americani ed israeliani

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale di Giorgio Cremaschi Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti