L'Ue è destinata ad una disintegrazione di tipo informale. Wolfgang Münchau sul FT
1931
La caratteristica principale della UE oggi è un susseguirsi di crisi. E non è un caso. Succede perché le politiche non funzionano. Leader politici come David Cameron e Viktor Orban, i primi ministri di Regno Unito e Ungheria, stanno addirittura mettendo in discussione alcuni dei valori fondamentali su cui l’Unione europea è costruita – come la libertà di movimento delle persone, scrive Wolfgang Munchau sul Financial Times.
L’UE poggia su un equilibrio instabile: piccole perturbazioni possono produrre grandi cambiamenti. Siamo arrivati a questo punto perché i vari progetti dell’unione oramai hanno un effetto economico negativo su gran parte della popolazione europea.
L’equilibrio instabile ora ci spinge nella direzione opposta, verso la disintegrazione.
L’equilibrio instabile ora ci spinge nella direzione opposta, verso la disintegrazione.
Non sto parlando di una disintegrazione formale della UE, ma di una disintegrazione di tipo informale: cioè, una graduale erosione del significato politico che lascerà l’Unione europea formalmente intatta – ma semplicemente come una zona di libero scambio, con soltanto le minime infrastrutture tecniche necessarie a quello scopo. In breve, diventerà qualcosa di estremamente banale.
La consolazione è che non esiste un destino di disgregazione, così come non c’è mai stata alcuna certezza di un'”unione sempre più stretta”, come si dice così pomposamente nel preambolo dei trattati UE.
Diversi esiti restano possibili. Quello di cui sono sempre più convinto, tuttavia, è che se ci deve essere un’altra fase di integrazione, prima ci dovrà essere una fase di disgregazione.
Per la traduzione completa dell'articolo del FT si ringrazia e si rimanda a Vocidallestero.it
Per la traduzione completa dell'articolo del FT si ringrazia e si rimanda a Vocidallestero.it


