L'Ue trova l'accordo politico sull'Unione bancaria. Si va verso "la germanificazione del capitale"
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I ministri delle finanze dell'Unione Europea la scorsa notte hanno trovato un accordo per creare un regime di risoluzione bancaria unico e la creazione di un fondo di gestione per le future crisi degli istituti di credito del continente. Si è giunti quindi ad un compromesso tra gli stati europei e le discussioni si spostano ora all'interno del Parlamento europeo per l'approvazione del testo normativo.
Il fondo congiunto sarà costituito dalla fusione graduale di fondi nazionali dalla leve finanziarie delle banche per creare un totale di 55 miliardi di euro entro il 2025.
In linea con le richieste della Germania, i governi nazionali nella fase di costruzione del fondo comune potranno mettere liquidità loro o richiedere un prestito al Meccanismo europeo e di stabilità - Mes. In alcuni casi, i fondi di risoluzione che andranno a convergere in unico solo progressivamente potrebbero essere la possibilità di ricapitalizzare direttamente sui mercati internazionali, ma i dettagli dell'operazione non sono ancora stati decisi.
L'utilizzo poi di queste liquidità richiederà l'autorizzazione attraverso una complessa doppia maggioranza sul board della Commissione del fondo di risoluzione comune: due terzi dei voti complessivi dei paesi, calcolati in base alla loro partecipazione monetaria al fondo. Le regole per la condivisione dei costi sono state inserite in un trattato inter-governa-mentale separato. L'accordo garantisce anche al Consiglio europeo l'ultima parola, a semplice maggioranza, sulla decisione di far fallire o meno una banca, basata su una raccomandazione dal board di risoluzione e della Commissione.
Sui rischi di "germanificazione del capitale" in seguito all'Unione bancaria si rimanda a quest'intervento del Prof. Emiliano Brancaccio: http://www.lantidiplomatico.it/dettnews.php?idx=11&pg=6451
Sui rischi di "germanificazione del capitale" in seguito all'Unione bancaria si rimanda a quest'intervento del Prof. Emiliano Brancaccio: http://www.lantidiplomatico.it/dettnews.php?idx=11&pg=6451


