Lula Mette in Guardia Contro il Rischio di un Intervento Straniero in Venezuela

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Lula Mette in Guardia Contro il Rischio di un Intervento Straniero in Venezuela

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Il Presidente del Brasile, Luiz Inácio Lula da Silva, ha espresso un netto monito contro le ingerenze straniere in America Latina, evidenziando come tali azioni possano produrre conseguenze più gravi dei mali che intendono risolvere. La presa di posizione è giunta durante la cerimonia di consegna delle lettere credenziali ai nuovi ambasciatori, presso il Palazzo Itamaraty, sede del Ministero degli Affari Esteri brasiliano.

"Gli interventi stranieri possono causare danni maggiori di quelli che si intendono evitare", ha affermato Lula, ribadendo l'impegno del suo governo a preservare lo status dell'America Latina come "regione di pace" e "continente libero da armi di distruzione di massa". Il Presidente ha inoltre espresso preoccupazione per la crescente polarizzazione e instabilità che affliggono l'area.

Le osservazioni del leader brasiliano costituiscono una chiara risposta, sebbene indiretta, alle recenti dichiarazioni del Presidente statunitense Donald Trump, il quale ha ammesso pubblicamente di aver autorizzato la Central Intelligence Agency (CIA) a condurre operazioni segrete in Venezuela. Trump ha giustificato la mossa come necessaria per contrastare il presunto flusso di droga dal paese sudamericano e in risposta all'accusa, sempre non verificata, che Caracas stia deliberatamente rilasciando detenuti e pazienti psichiatrici verso il territorio statunitense.

Lo scenario regionale si è ulteriormente surriscaldato in seguito allo spiegamento di oltre 4.500 marine statunitensi nel Mar dei Caraibi meridionale, in prossimità delle coste venezuelane. Sebbene Washington abbia motivato la mossa con la lotta ai cartelli della droga, fonti ufficiali indicano che circa il 90% delle sostanze stupefacenti entra negli Stati Uniti attraverso la rotta del Pacifico, non dei Caraibi.

Il governo di Caracas ha condannato fermamente il dispiegamento militare, denunciandolo come una "provocazione" finalizzata a "promuovere un cambio di regime e destabilizzare la nazione venezuelana". Nel suo discorso ai diplomatici, Lula ha infine insistito sulla necessità di promuovere un "multilateralismo cordiale", fondato su solide relazioni commerciali ed economiche, sottolineando una visione di cooperazione internazionale in netto contrasto con le azioni unilaterali.

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