L'UNASUR fa scudo intorno al Venezuela e rigetta il decreto interventista americano

Ministro esteri Venezuela: «Unasur ratifica lo spirito di libertà e sovranità»

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L'UNASUR fa scudo intorno al Venezuela e rigetta il decreto interventista americano


da Correo del Orinoco
 
«Abbiamo ricevuto il sostegno delle nostre nazioni del Sud, il nostro popolo apprezza la fermezza con cui l’Unasur emesso questo comunicato, perché sappiamo che il Venezuela non è solo, nell’ambito diplomatico così come in quello della diplomazia dei popoli», ha dichiarato il Ministro degli Esteri.
 
Il Ministro degli Esteri del Venezuela, Delcy Rodriguez, ha dichiarato che il comunicato emesso dall’Unione delle Nazioni Sudamericane (UNASUR) dove viene condannata l’ingerenza del governo degli Stati Uniti d’America e dove viene richiesta l’abrogazione del decreto legge che qualifica il Venezuela come una “minaccia inusuale e straordinaria”, ratifica lo spirito di unità, libertà, sovranità e indipendenza dei popoli latinoamericani.
 
Nell’ambito della trasmissione En contacto informativo in onda su Telesur, dalla sede di Quito, in Ecuador, Rodriguez ha affermato che la riunione dei ministri degli Esteri dei paesi membri dell’Unasur «è stata caratterizzata dallo spirito di libertà dell’America Latina, di quei popoli che da molto tempo hanno deciso di essere liberi e di non voler tornare mai più all’oscurantismo che pretende d’imporre l’imperialismo, in questo caso, con una decisione terribile e sproporzionata (…) con cui si vuole attaccare la sovranità e l’autodeterminazione del popolo venezuelano».
 
«Portiamo qui il messaggio del nostro popolo – ha spiegato il Ministro degli Esteri – del Presidente Maduro, un messaggio di fermezza, di apertura al dialogo, ma con fermezza e soprattutto uguaglianza con il governo degli Stati Uniti». Definendo il decreto di Barack Obama come un atto emanato da «una classe dirigente che non rispetta alcun principio del Diritto Internazionale, che non aderisce ai principi delle Nazioni Unite».
 
Il Ministro degli Esteri venezuelano ha espresso gratitudine ai suoi omologhi sudamericani presenti alla riunione di Quito, «coscienti della gravità che rappresenta l’ordine esecutivo, non solo per il Venezuela, ma per l’intera regione, perché potrebbe verificarsi un intervento militare che non sappiamo quando andrà a violare le frontiere del Venezuela».
 
Ha poi definito la decisione dell’Unasur come storica e affermato che con questa posizione l’organismo «si è opposto all’imperialismo in maniera ferma e contundente». Delcy Rodriguez ha inoltre evidenziato che «non si tratta di politicizzare o ideologizzare lo scontro in atto, ma di confermare che nellà diversita possiamo essere uniti di fronte a cose grandi, dinanzi a grandi sfide storiche».
 
Il popolo venezuelano continuerà a stare in trincea, a lottare in difesa della propria sovranità e autodeterminazione, «perché il Venezuela si pone dinanzi ai popoli con la diplomazia bolivariana, che è di pace. Di fronte alla politica bellicista dell’amministrazione statunitense, noi sosteniamo la diplomazia della pace».
 
«Abbiamo ricevuto il sostegno delle nostre nazioni del Sud, il nostro popolo apprezza la fermezza con cui l’Unasur emesso questo comunicato, perché sappiamo che il Venezuela non è solo, nell’ambito diplomatico così come in quello della diplomazia dei popoli», ha sottolineato la dirigente bolivariana.
 
Nel comunicato emesso dall’organismo sudamericano, i paesi membri ratificano «il rigetto del Decreto Esecutivo del Governo degli Stati Uniti d’America, approvato il 9 marzo del 2015, in quanto costituisce una grave minaccia interventista, diretta contro la sovranità e al principio di non intervento negli affari interni di altri Stati».
 
Inoltre, esigono che il governo degli Stati Uniti s’impegni a «valutare e implementare soluzioni alternative per il dialogo con il governo del Venezuela, basate sul principio di rispetto della sovranità e dell’autodeterminazione dei popoli. Di conseguenza – chiedono – l’abrograzione del Decreto Esecutivo».
 
Infine, il blocco di integrazione ha ribadito il suo impegno per la piena osservanza del Diritto Internazionale, la Risoluzione Pacifica delle Controversie e il principio di non Intervento.
 

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