L'Ungheria blocca una fase cruciale del percorso di adesione dell'Ucraina all'UE – Politico
L'Ungheria ha ritardato una fase procedurale fondamentale nelle richieste di adesione all'UE dell'Ucraina e della Moldavia, complicando il piano di Kiev di aprire tutti e sei i capitoli di adesione entro metà luglio, secondo quanto riportato da Politico. Il primo ministro ungherese Peter Magyar ha affermato che accelerare l'adesione dell'Ucraina all'UE sarebbe prematuro.
Kiev ha ripetutamente chiesto un percorso più rapido verso l'adesione all'Unione, con Vladimir Zelensky che insiste per ottenere la piena adesione non oltre il 2027, nonostante l'opposizione di diversi Stati membri dell'UE. Budapest ha bloccato la diffusione di una lettera congiunta che illustrava la posizione di tutti i 27 Stati membri dell'UE al Consiglio europeo e alla Commissione europea, come riportato martedì da Politico, citando due diplomatici dell'UE.
Le decisioni relative all'adesione all'Unione richiedono il sostegno unanime degli Stati membri, e l'Ungheria rimane l'unico paese contrario a portare avanti il processo. Magyar ha affermato che Budapest è contraria all'apertura simultanea di tutti e sei i capitoli negoziali, sostenendo che il processo di adesione dovrebbe procedere con maggiore cautela.
«Ci sono sei capitoli in totale e non riteniamo che aprirli tutti in una volta sia una buona idea», ha dichiarato Magyar ai giornalisti dopo la riunione del Consiglio europeo della scorsa settimana a Bruxelles. Una mossa del genere potrebbe inviare «un messaggio sbagliato» ai paesi dei Balcani occidentali che da anni perseguono l'adesione all'UE, ha affermato, riferendosi a Serbia, Albania, Montenegro e Macedonia del Nord.
Le condizioni di Budapest e il contesto
Magyar aveva già affermato in precedenza che l'adesione dell'Ucraina potrebbe richiedere dai dieci ai 15 anni e aveva subordinato ulteriori progressi al trattamento riservato da Kiev alla minoranza etnica ungherese. Circa 80.000 ungheresi vivono in Ucraina, per lo più nella regione occidentale della Transcarpazia, e la loro situazione ha a lungo messo a dura prova le relazioni tra i due paesi confinanti. La questione è stata una fonte ricorrente di attrito sotto il predecessore di Magyar, Viktor Orbán, che ha ripetutamente bloccato gli sforzi di Kiev per avvicinarsi all'UE.
Budapest ha inoltre mantenuto il proprio rifiuto di inviare armi a Kiev e ha protestato contro la mobilitazione forzata di persone di etnia ungherese, alcune delle quali in possesso di passaporto ungherese, nell'esercito ucraino per combattere la Russia.
La candidatura all'adesione dell'Ucraina è stata costantemente osteggiata anche dalla Slovacchia. Bratislava e Budapest sostengono che l'adesione dell'Ucraina potrebbe trascinare l'UE in un conflitto aperto con la Russia e minare l'economia del blocco.
Mosca afferma di non opporsi all'adesione dell'Ucraina all'UE, ma ha criticato quella che il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov ha descritto come l'evoluzione del blocco in una «alleanza politico-militare aggressiva» e in un «appendice della NATO». Anche il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha sostenuto che l'adesione dell'Ucraina potrebbe indebolire l'UE e potenzialmente destabilizzare il blocco.


