"L'Unione europea è un esperimento fallito dal punto di vista economico e politico". Niall Ferguson
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In un articolo poco pubblicizzato del 9 maggio 2013, ripreso dalla versione cartacea del Sole 24 ore e riproposto oggi da IlNord.it, il noto storico di Harvard Niall Fergusson scriveva come “L'Europa dev'essere giudicata con criteri economici, visto che i suoi criteri sono sempre stati economici. E qual è la conclusione? Negli anni Cinquanta l'economia dell'Europa integrata crebbe del 4 per cento. Negli anni Sessanta, più o meno lo stesso. Negli anni Settanta, la crescita fu del 2,8 per cento; negli anni Ottanta scese al 2,1 per cento; negli anni Novanta fu solo dell'1,7 per cento; e così via, fino a scendere a zero. Man mano che l'integrazione europea procedeva, la crescita calava. La quota dell'Europa sul pil globale è scesa dal 31 per cento del 1980 ad appena il 19 per cento oggi”.
Ferguson prosegue poi sostenendo come “Lo avevamo detto che un'unione monetaria senza un'integrazione del mercato del lavoro e senza alcun tipo di federalismo fiscale sarebbe finita per esplodere. Io lo predissi nel 2000 e sta accadendo ora. Ma l'Unione europea è stato un esperimento fallito anche sul piano politico. Qual era questo esperimento? Cercare di costringere gli europei a realizzare un'unione ancora più stretta – contro il loro volere – usando mezzi economici, visto che quelli politici avevano fallito. E quando i popoli europei votavano contro un'integrazione più spinta, si diceva ai loro governi di provarci un'altra volta. Successe con i danesi nel 1992 e con gli irlandesi due volte: nel 2001 e di nuovo nel 2008. I cittadini al referendum avevano dato la risposta sbagliata, e i governi, semplicemente ne hanno organizzato un altro”.
Ferguson prosegue poi sostenendo come “Lo avevamo detto che un'unione monetaria senza un'integrazione del mercato del lavoro e senza alcun tipo di federalismo fiscale sarebbe finita per esplodere. Io lo predissi nel 2000 e sta accadendo ora. Ma l'Unione europea è stato un esperimento fallito anche sul piano politico. Qual era questo esperimento? Cercare di costringere gli europei a realizzare un'unione ancora più stretta – contro il loro volere – usando mezzi economici, visto che quelli politici avevano fallito. E quando i popoli europei votavano contro un'integrazione più spinta, si diceva ai loro governi di provarci un'altra volta. Successe con i danesi nel 1992 e con gli irlandesi due volte: nel 2001 e di nuovo nel 2008. I cittadini al referendum avevano dato la risposta sbagliata, e i governi, semplicemente ne hanno organizzato un altro”.
“Questo”, conclude Ferguson, “fornisce qualche indizio sul perché l'esperimento sia fallito: perché ha perso legittimazione politica. E lo abbiamo visto non soltanto in Grecia, ma nei governi di tutta Europa, uno dopo l'altro: dall'inizio della crisi, due anni fa, ne sono caduti tredici, e altri seguiranno nei prossimi mesi. L'esperimento europeo, infine, è stato un fallimento geopolitico. L'Unione europea avrebbe dovuto agire da contrappreso rispetto agli Stati Uniti. Vi ricordate il discorso di Jacques Poos nel 1991 sull'"ora dell'Europa", in cui proclamava che l'Europa avrebbe risolto la guerra in Bosnia? Sì, così si pensava nel 1991. Ma poi quel conflitto ha fatto centomila vittime e 2,2 milioni di profughi, ed è finito solo quando gli Stati Uniti, finalmente, sono intervenuti per mettere rimedio a quel disastro”.
Fonte: Ilnord.it
Fonte: Ilnord.it


