L'Unità (il megafono del renzismo) inizia la sua propaganda per la fine del contante
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"Siamo partiti bene da Bergamo, c’ero anche io insieme al Sindaco Giorgio Gori, dove siamo riusciti a fare spese anche piccole con commercianti gentilissimi, che hanno sempre accettato, anche per due caffè, la nostra moneta di plastica. Bergamo vanta una sorta di primogenitura . L’anno passata si è autopromossa «Cashless city», città senza contante, e con varie iniziative è riuscita ad aumentare di un bel 10% i pagamenti elettronici". Ecco a voi come il megafono del renzismo, l'Unità, attraverso il poliedrico Chicco Testa lancia la sua campagna per la fine del contante.
A chi giova la fine del contante in un'epoca in cui i tassi sono divenuti negativi? Scriveva Simon Black sul suo blog: "Il principio fondante il moderno settore bancario è che gli istituti utilizzino il 97% dei depositi per le loro "scommesse", speculazioni finanziarie, vale a dire rischiosi prestiti o acquisti di bond di paesi in bancarotta. Mantengono solo il 3% in riserve. Tutto il resto è alchimia finanziaria e questo significa che se i clienti richiedono i loro soldi indietro, si creerebbe un'immenso fallimento bancario e il controllo dei capitali. L'obiettivo della fine del contante è di eliminare ogni alternativa alle persone di poter gestire i propri risparmi al di fuori del sistema bancario. Ma per molti un sistema che ti impone di tenere i pochi risparmi a tassi negativi è ancora considerato libero e democratico. Ma queste non sono certe politiche di governi con posizioni finanziarie forti e sistemi bancari stabili. Sono politiche di governi in bancarotta e sistemi bancari illiquidi".
Quali armi si utilizzano? "Si usa la lotta al terrorismo, come una scusa per nascondere la guerra al contante. Stanno cercando di eliminare il denaro. Non c'è nessuna riforma contemplata, solo l'obiettivo di aumentare le tasse. Non c'è nessuna fine del gioco che prevederà la conservazione della nostra libertà”. Lo scriveva il noto esperto finanziario Martin Armstrong.
Questo è lo scenario con cui l'Unità, megafono del renzismo e quindi del regime finanziario che domina a Bruxelles, ha iniziato la sua propaganda per porre fine il contante. Scrive correttamente Eugenio Cipolla oggi su Illiberale:
Fra l’altro, chiosa Chicco Testa, superando qualsiasi tesi pro cashless society, il denaro contante costa. “Costa stamparlo, gestirlo, ritirarlo, sostituirlo. Circa 200 euro all’anno pro capite di nostre tasse servono a questo. E dico anche questa per convincervi ad usarlo di meno. E’ sporco, passa da centinaia di mani ed è carico di agenti patogeni“. Un po’ come la carta dei giornali, no?


