L'Università Federico II apre le porte alla Costituzione della Repubblica Bolivariana del Venezuela

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Con il saluto introduttivo del Magnifico Rettore, Gaetano Manfredi, e del preside della Facoltà di Giurisprudenza, Lucio De Giovanni, l'Università Federico II di Napoli ha accolto lunedì pomeriggio una lectio magistralis dell'Ambasciatore del Venezuela, Julian Isaias Rodriguez, dal titolo “La divisione dei poteri nella Costituzione della Repubblica bolivariana del Venezuela. L'importante tavola rotonda successiva è stata presieduta da Francesco Paolo Casavola, Presidente emerito della Corte Costituzionale, con la presenza di Francesco Amirante, Presidente emerito della Corte Costituzionale, e dei Proff. Aurelio Cernigliaro, Carlo Amirante, Michele Della Morte, Alberto Lucarelli, Salvatore Prisco.
 
“La nostra Costituzione ha proposto alcuni cambiamenti fondamentali” rispetto alle esperienze precedenti, ha iniziato l'ex vice-presidente del primo governo di Hugo Chavez. Queste le principali conquiste della rivoluzione bolivariana: 
 
Deposita nel popolo il pieno esercizio del potere costituente originario (Art. 347);

Creare due poteri aggiuntivi rispetto ai Poteri Pubblici classici: il Potere Civico e il Potere Elettorale (Art. 273 e 292); Stabilire meccanismi di partecipazione per la presa di decisioni attraverso espressioni di democrazia diretta (Art. 71, 72, 73 e 74);

Ampliare considerevolmente la Carta dei Diritti Umani, in particolare I diritti sociali e diritti della famiglia.

Stabilire un nuovo sistema socio-economico: rifiutando le politiche neoliberali, essa basa tale sistema su un’equa distribuzione della ricchezza e sull’esercizio dell’attività petrolifera a livello statale (Articoli 302 e 303).

Promuovere lo sviluppo rurale e la lotta contro il latifondismo (Art. 306). A tal scopo, stabilisce i principi di sicurezza alimentare della popolazione (Art.  305) e fissa il principio di giustizia del sistema tributario (Art. 316)

Disporre che le relazioni internazionali siano al servizio della sovranità nazionale,  secondo i principi di uguaglianza tra Stati, libera determinazione, non ingerenza negli affari interni di altri paesi, risoluzione pacifica dei conflitti, cooperazione, rispetto dei diritti umani e solidarietà nella lotta per l’emancipazione dell’umanità, prediligendo la strada della pace a quella della guerra. (Arts. 152 al 155).

Di particolare rilievo e innovazione, nella lezione dell'Ambasciatore venezuelana, la spiegazione sui controlli incrociati tra i poteri pubblici.
 
“Le leggi che l'Assemblea Nazionale qualifica come organiche sono rimesse, prima della loro promulgazione, alla Sala Costituzionale del Tribunale Supremo di Giustizia, affinché si pronunci sulla costituzionalità del loro carattere organico. L'aula Costituzionale decide entro dieci giorni dalla data di ricezione della comunicazione. Se l'aula Costituzionale dichiara la non organicità della legge, questa perde tale carattere. 
La promulgazione delle leggi approvate dal Potere Poder Legislativo spetta al Presidente de la República.
Se nel termine di quindici giorni la Sala Costituzionale del Tribunale Supremo di Giustizia, su richiesta del Presidente della Repubblica, dichiara l’incostituzionalità della Legge approvata dal Potere Legislativo, quest’ultima viene annullata”. 
 
Una Costituzione innovativa, complessa e lungimirante. Una Costituzione che ha riscattato un popolo dopo decenni di colonialismo storico, economico e culturale da parte del regime globale del neo-colonialismo. Non a caso il presidente emerito della Corte Costituzionale Francesco Amirante ha sottolineato come nell'art.1 si enuncino i diritti irrinunciabili della Nazione “quali l'indipendenza, la libertà, la sovranità, l'immunità, l'integrità territoriale e l'autodeterminazione nazionale”. “Strano da leggere dal punto di vista giuridico tradizionale occidentale”, prosegue Amirante, “perché ad un diritto si associa sempre un conseguente dovere”. E qui, ha concluso il presidente emerito della Corte Costituzionale, il riferimento è chiaro all'epoca coloniale del passato. Colonialismo anche economico. 
 
Una bella iniziativa all'interno di un'università italiana che ha avuto il coraggio di rompere i muri di gomma dell'informazione e dell'Accademia tradizionale verso le esperienze progressiste e di emancipazione dell'America Latina. 

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