Mali: Ansar al Dine distrugge i santuari della città di Timbuctù, patrimonio dell’Unesco
Il gruppo fondamentalista islamico che di fatto controlla il Nord del paese continua nella distruzione di templi protetti. Condanna anche da parte della Corte Penale Internazionale
Il governo del Mali ha apertamente denunciato l’azione del gruppo salafita di Ansar al Dine, responsabile della distruzione di alcuni mausolei islamici nella città di Timbuctù, classificata dall’Unesco come patrimonio mondiale dell’umanità e recentemente inserita nella lista del patrimonio dell’umanità in pericolo. Immediata la condanna da parte del Governo maliano, della Francia, del Marocco, dell’UNESCO e della Corte Penale Internazionale.
Il gruppo islamico controlla la città, sottratta al controllo di Bamako in seguito all’avanzata del Movimento Nazionale di Liberazione dell’Azawad(MNLA), proprio dopo aver preso il sopravvento sul gruppo tuareg e mira ad imporre la Shar’ia sull’intero Mali. Oltre alla città, i membri di Ansar al Dine hanno dichiarato di controllare la metà settentrionale del Paese.
L’MNLA, ritenuto un baluardo contro la deriva islamista, sta infatti perdendo progressivamente il controllo del territorio sottratto a Bamako, scalzato dai gruppi islamici di Ansar al Dine, MUJAO e AQIM, meglio armati e più radicati sul territorio. Il MUJAO, che ha sottratto ai Tuareg la città di Gaò, può contare ora anche sull’appoggio di un gruppo di jihadisti algerini che hanno varcato il confine, diretti a Gao, per ricongiungersi all’emiro di AQIM, Mokhtar Belmokhtar, che ha preso parte agli scontri per il controllo della città.
Sul fronte diplomatico, i leader dell’ECOWAS riuniti a Yamoussoukro hanno nuovamente sollecitato il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ad autorizzare l’invio di una contingente di 3300 unità in Mali, che intanto continua a preferire una soluzione diplomatica. Lo stesso fronte africano non appare compatto: mentre l’Algeria è da sempre scettica verso qualunque ingerenza, contrariamente alla Nigeria o alla Costa d’Avorio che spingono per una soluzione militare.


