Mar Nero e nuovo "corridoio del grano": nave civile con bandiera liberiana attaccata nel porto di Yuzhny

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Mar Nero e nuovo "corridoio del grano": nave civile con bandiera liberiana attaccata nel porto di Yuzhny

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di Clara Statello per l'AntiDiplomatico



Una nave civile battente bandiera liberiana è stata colpita nel mar Nero occidentale, mercoledì sera, mentre entrava nel porto ucraino di Yuzhny, nell’oblast di Odessa.

La notizia è stata diffusa dapprima sui canali ucraini e russi, poi confermata dal Comando Operativo Sud delle forze di Kiev, che parla di un attacco aereo russo con missili antiradar. Secondo quanto dichiarato dal ministro ucraino delle Infrastrutture, Aleksandr Kubrakov, la nave avrebbe dovuto trasportare ferro minerale dall’Ucraina alla Cina. Esistono però due versioni. Da Mosca infatti non arriva alcuna conferma ufficiale del raid. Alcuni corrispondenti militari ipotizzano che l’imbarcazione sia stata colpita dalla stessa contraerea ucraina.

A prescindere da quale delle due versioni verrà verificata, si può affermare con ragionevole certezza che:

  • nell’impatto è morto il pilota della nave, un cittadino ucraino e sono rimasti feriti un lavoratore portuale e tre membri dell'equipaggio di cittadinanza filippina. Uno di loro è stato ricoverato in ospedale;
  • è a rischio il nuovo corridoio del grano creato dall’Ucraina con il sostegno dei suoi partner occidentali, dopo il ritiro della Federazione Russa dalla Black Sea Grain Initiative.

La versione di Kiev

Secondo il comando militare ucraino la nave liberiana è stata colpita da un missile antiradar Kh- 31P lanciato da un caccia dell’aviazione russa. Dal comunicato però non è chiaro se l’obiettivo dell’attacco russo fosse proprio l’imbarcazione o il porto.

Il Kh-31P è un missile ARM (anti radiation missile) a medio raggio progettato per rilevare e distruggere i radar dei sistemi SAM, i radar di controllo delle operazioni aeree e i radar di allarme rapido. Mantiene un’elevata velocità supersonica grazie ad un motore scramjet con booster incorporato. Viene trasportato da aerei militari tattici, come i multiruolo SU-35.

Se confermato, si tratterebbe del primo attacco aereo contro la nave mercantile di un Paese terzo, da quando la Russia si è ritirata dall’accordo. Negli ultimi mesi Mosca aveva preso di mira i porti ucraini sul Danubio, nel Mar Nero Occidentale, ma mai le imbarcazioni che attraversavano il nuovo corridoio del grano istituito da Kiev dopo lo stop della BSGI.

La stampa ucraina filo-governativa o dell’opposizione è concorde:

“Probabilmente, con tali attacchi la Federazione Russa sta cercando di fermare il flusso di navi verso i porti ucraini, dimostrando che nessuno può garantire la loro sicurezza”, spiega la rivista online ucraina Strana.

“Il corridoio del Mar Nero potrebbe essere a rischio“ , afferma Ukrainska Pravda.

La versione russa

Nel pomeriggio di giovedì l’esperto militare Boris Rozhin commenta sul canale Telegram ColonelCassad: “In seguito alla distruzione della sovrastruttura della nave a Odessa da parte di un missile russo, un pilota ucraino di 1a classe è morto e 3 marinai filippini sono rimasti feriti. La nave stessa opera sotto bandiera della Liberia. Un suggerimento che non è necessario andare a Odessa”.

Il canale Telegram dei corrispondenti militari “Rus Vesna”, riporta invece entrambe le versioni, sia quella di Kiev sia di un incidente causato dal fallimento della contraerea ucraina.

Nel momento in cui si scrive, non è arrivata alcuna reazione ufficiale da parte delle autorità politico-militari russe, dal Ministero della Difesa, né la stampa ufficiale russa ha dedicato spazio alla notizia, a parte Pravda.ru che riprende i commenti di Rozhin.

Qualora fosse verificata la versione del missile ucraino, non cambierebbe molto per quanto riguarda la sicurezza delle rotte commerciali nell’area: anche se non sono obiettivo del fuoco russo, le navi cargo sono esposte ai bombardamenti. Il corridoio del grano ucraino sarebbe ugualmente a rischio.

Il nuovo corridoio del grano

Il 17 luglio 2023 si è conclusa la Black Sea Grain iniziative, dopo che la Russia non ha rinnovato l’accordo mediato dalla Turchia. Il ministero degli Esteri ha dato due motivazioni principali:

  • il mancato rispetto del Memorandum Russia-Onu, sulla normalizzazione delle esportazioni russe di prodotti agricoli e fertilizzanti;
  • il non raggiungimento degli obiettivi umanitari, ritenuti la ragione stessa del trattato;

a tal proposito il Cremlino ha garantito le forniture di grano e cereali in maniera del tutto gratuita, attraverso i programmi alimentari dell’ONU. A questo riguardo, il Servizio Doganale russo, ha fatto sapere mercoledì di aver inviato in Africa 25mila tonnellate di grano.

La chiusura del corridoio concordato con Mosca, ha spinto Kiev ad agire in maniera autonoma con il supporto dei suoi partner. L’8 agosto viene annunciata l’apertura di rotte temporanee da/per i porti del Mar Nero. Il nuovo corridoio non può garantire lo stesso traffico di navi e volume di merci, ma di certo si può considerare una vittoria politica dell’Ucraina, che dimostra alla Russia di non aver bisogno del suo permesso per continuare i suoi commerci.

Con le missioni IRS di UAV e aerei da ricognizione statunitensi e NATO, i partner occidentali di Kiev forniscono la sorveglianza aerea dello specchio d’acqua interessato, per garantire le navi commerciali interessate al transito.

Queste garanzie non bastano alle compagnie di assicurazione, titubanti nel coprire il rischio in una zona di guerra. L’Ucraina ha dovuto introdurre un meccanismo di risarcimento per gli armatori in caso di danni causati dalla Federazione Russa. Le forze russe, infatti, iniziano a prendere costantemente di mira gli scali marittimi e magazzini della regione di Odessa. Secondo il ministro Kubrakov sono stati sferrati 21 attacchi contro più di 160 oggetti infrastrutturali e 122 veicoli. Le navi cargo, però, non sono mai state oggetto di raid.


Perché Mosca dovrebbe attaccare una nave civile?

Nelle ultime settimane Mosca sembra aver assunto una postura più attiva nel Mar Nero. A fine agosto ha schierato una nave lanciamissili equipaggiata con otto missili da crociera Kalibr.  Quasi un mese dopo, il 22 settembre, Maria Zakharova ha accusato gli Stati Uniti e la Gran Bretagna di aver coordinato l’attacco ucraino contro il quartier generale della flotta del Mar Nero a Sebastopoli. In particolare, durante il raid, l’area era sotto il monitoraggio di un Northrop Grumman RQ-4B Global Hawke, identificativo FORTE11.

Inoltre si sono intensificati i respingimenti degli aerei con o senza pilota in missione spia nell’area da parte dei caccia russi. Il 22 ottobre due SU27 flanker hanno intercettato, vicino al confine russo al largo della Crimea un Boeing da ricognizione della RAF in missione SIGINT scortato da due Eurofighter, costringendo al squadra ad una inversione a U. Alcuni giorni dopo è successa la stessa cosa con un RQ-4B dell’aeronautica militare statunitense.

L’attacco ad una nave sulla rotta del grano ucraina potrebbe essere coerente con il rinnovato protagonismo marittimo della Russia nell’area, naturale conseguenza dei continui attacchi ucraini con droni di superficie contro obiettivi della flotta russa del Mar Nero, coordinati con gli aerei spia occidentali.

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