"Mentre noi giochiamo con i chatbot, la Cina si è presa il futuro dell'IA" (VIDEO)
IA come infrastruttura o monopolio privato? Il divario ormai incolmabile tra la Cina e i nostri fallimenti (video editoriale di Fabio Massimo Parenti)
"Il vero vantaggio non andrà a chi si limiterà a innovare, ma a chi saprà integrare l'IA più rapidamente nel tessuto sociale ed economico. Se non cambierà rotta, l'Occidente rischia di ritrovarsi tra pochi anni in una condizione di totale dipendenza tecnologica dalla Cina anche in questo settore, esattamente come è già avvenuto per le terre rare, le batterie e le auto elettriche..." Nel suo ultimo videoeditoriale per l'AntiDiplomatico il prof. Fabio Massimo Parenti analizza il profondo divario tra l'approccio occidentale e quello cinese allo sviluppo dell'Intelligenza Artificiale. Mentre in Occidente il dibattito si concentra in modo riduttivo e prettamente privatistico sulla competizione tecnologica – limitandosi a stabilire chi produca i chip migliori o i modelli più avanzati – in Cina l'IA è affrontata con una visione strategica e multidimensionale d'insieme.
Pechino non la concepisce come un semplice prodotto, sottolinea Parenti, ma come una vera e propria infrastruttura vitale, paragonabile all'elettricità o a Internet, con l'obiettivo primario di diffonderla capillarmente nell'intera economia reale. Attraverso iniziative come «AI Plus Consumption», la Cina punta infatti a stimolare nuovi mercati applicando l'IA al commercio, alla logistica, ai servizi pubblici e agli elettrodomestici intelligenti. Un'attenzione particolare è rivolta alla robotica per l'assistenza agli anziani: l'intelligenza artificiale diventa così uno strumento per affrontare sfide strutturali imponenti, come l'invecchiamento demografico. Il fine ultimo non è favorire singole aziende, ma aumentare la produttività di tutto il sistema socioeconomico.
Buona visione:


