Messico, 17 morti sotto custodia Usa: il governo annuncia azioni legali contro l'ICE
Il governo messicano cambia passo dopo l'uccisione di Lorenzo Salgado Araujo a Houston: finora solo note diplomatiche, ora si passa alle vie legali
Il governo messicano avanza una forte protesta contro le politiche migratorie del regime statunitense di Donald Trump. Dopo la morte di 17 cittadini messicani avvenuta mentre erano sotto custodia del Servizio di Controllo dell'Immigrazione e delle Dogane statunitense o durante operazione di rastrellamento sul territorio statunitense, la presidente Claudia Sheinbaum ha dato istruzioni precise: avviare azioni legali "contundenti" per rispondere a quella che il ministro degli Esteri, Roberto Velasco, ha definito "una tragedia tanto dolorosa".
L'annuncio è arrivato durante la consueta conferenza stampa della presidente, con Velasco che ha illustrato nel dettaglio la strategia che il Messico intende seguire affinché si faccia giustizia riguardo queste tragiche morti. Il primo passo sarà richiedere il supporto della ‘Fiscalía General de la República’ per presentare denunce sia presso le procure statali USA che presso il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, contro i responsabili della morte di 14 cittadini messicani nei centri di detenzione e di altri tre durante le operazioni anti-immigrazione.
#Mañanera | ????Tras la muerte de Lorenzo Salgado Araujo a manos de un agente del ICE en Houston, Texas, el titular de la SRE, Roberto Velasco Álvarez, presentó detalles de acciones que tomará el gobierno de México para fortalecer los derechos de mexicanos en el exterior pic.twitter.com/wb1ITt1z4q
— El Universal (@El_Universal_Mx) July 9, 2026
Ma non solo. Il governo messicano guidato da Claudia Sheinbaum ha deciso di agire anche sul fronte civile, intentando cause contro le imprese private che gestiscono i centri di detenzione dove i migranti hanno perso la vita. L'obiettivo dichiarato è ottenere la cessazione delle condizioni di detenzione che violano i diritti umani. Parallelamente, il Messico si coordinerà con organizzazioni civili per sollecitare l'intervento della Commissione Interamericana per i Diritti Umani e rafforzerà il dialogo con il Dipartimento di Stato e il Dipartimento per la Sicurezza Nazionale statunitense.
Finora le azioni del governo messicano si erano limitate all'accompagnamento legale e umanitario dei migranti e delle loro famiglie, a 11 note di protesta diplomatica e a un esposto davanti alla CIDH. Ma Sheinbaum aveva già anticipato che sarebbe stato necessario cambiare registro, andando oltre gli strumenti diplomatici tradizionali. "Non possiamo permettere maltrattamenti ai nostri fratelli che sono negli Stati Uniti", aveva dichiarato la presidente. "Non hanno motivo di stare in centri di detenzione o di subire violenza. Stiamo preparando misure giuridiche".
Il caso che ha fatto precipitare la situazione è quello di Lorenzo Salgado Araujo, messicano ucciso martedì scorso a colpi di arma da fuoco da un agente dell'ICE a Houston, in Texas. Un episodio che, secondo le organizzazioni che seguono la vicenda, non rappresenta un caso isolato. Alianza Americas, che riunisce diverse associazioni a sostegno degli immigrati irregolari, ha denunciato che le tattiche dell'agenzia "stanno mettendo a rischio la sicurezza pubblica, mentre continuano ad aumentare i decessi sotto la sua custodia". L'organizzazione, insieme ad Amnesty International e alla Coalizione per i Diritti Umani degli Immigrati, ha chiesto un'indagine "indipendente, imparziale e trasparente" sul caso.
I numeri parlano chiaro: da quando Donald Trump è tornato alla Casa Bianca a gennaio 2025, almeno 52 persone sono morte in custodia dell'ICE. Un periodo che Alianza Americas definisce "il più letale nella storia dell'agenzia". E non si tratta di incidenti, secondo l'organizzazione, ma del "risultato prevedibile di un sistema di controllo migratorio la cui capacità di espansione è stata rafforzata senza che ci siano conseguenze reali quando si perdono vite umane".
Angélica Salas, direttrice esecutiva della Chirla, ha sottolineato come negli ultimi dodici mesi il Congresso statunitense abbia stanziato 240 miliardi di dollari per ICE e per l'Ufficio delle Dogane e della Protezione delle Frontiere, destinati ad attività di controllo, deportazione e detenzione. "Tutto questo denaro è stato erogato senza meccanismi di rendicontazione né supervisione", ha protestato.
Il governo messicano ora prova a sparigliare le carte in tavola. "La priorità del nostro lavoro è sempre la difesa dei diritti umani dei nostri connazionali", ha ribadito Velasco. "Per questo oggi iniziamo le azioni legali. Sarà il punto centrale delle nostre conversazioni con il governo degli Stati Uniti".


