Minuteman III è capace di devastare Mosca e Pechino in pochi minuti. Chi guida la corsa al riarmo?

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Minuteman III è capace di devastare Mosca e Pechino in pochi minuti. Chi guida la corsa al riarmo?

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Gli Stati Uniti hanno lanciato un missile balistico intercontinentale Minuteman III non armato dalla base spaziale di Vandenberg, in California, a pochi giorni dalle dichiarazioni del presidente Donald Trump sulla necessità di “riprendere i test nucleari”. Il missile, capace di colpire Mosca o Pechino in pochi minuti, ha percorso oltre 6.700 km fino alle Isole Marshall, confermando la piena operatività dell’arsenale nucleare nordamericano.

L’obiettivo ufficiale del test, ribadisce l’Aeronautica USA, era “verificare la prontezza e l’affidabilità del sistema d’arma”, ma il tempismo non è passato inosservato. Con il nuovo LGM-35A Sentinel ancora in fase di sviluppo, gli Stati Uniti restano dipendenti dal Minuteman III, un missile in servizio dal 1970 e oggi pilastro della deterrenza strategica di Washington. Dal 2024, cinque potenze – USA, Russia, Cina, India e Corea del Nord – hanno condotto test di missili intercontinentali, segnalando un chiaro ritorno alla logica della Guerra Fredda.

L’India ha testato due volte il suo Agni V a testata multipla, la Cina ha lanciato un ICBM sul Pacifico, mentre Russia e Corea del Nord hanno intensificato le esercitazioni con vettori nucleari. A Mosca, il Cremlino ha reagito con preoccupazione. Il portavoce Dmitrij Peskov ha accusato i media occidentali di “isteria militarista” e di travisare le parole di Vladimir Putin, che ha definito la decisione di Trump “una questione seria”. Il presidente russo ha riaffermato l’impegno verso il Trattato di Proibizione Totale dei Test Nucleari, ma ha avvertito: se Washington o altri Stati lo violeranno, Mosca sarà pronta a “rispondere con misure adeguate”.

Il lancio del Minuteman III, dunque, non è solo un test tecnico, ma un segnale politico. La nuova corsa agli armamenti strategici segna il ritorno di un mondo diviso in blocchi, dove l’equilibrio del terrore sembra, ancora una volta, l’unica garanzia di pace.

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