Mision Verdad - La CIA sfata il mito dei brogli elettorali in Venezuela
La macchina propagandistica della Casa Bianca ha subito un cortocircuito informativo causato dal proprio peso burocratico. Nel tentativo di dare nuova linfa alla logora narrativa dell’«illegittimità» del processo politico venezuelano, il presidente statunitense Donald Trump ha ordinato la declassificazione di una serie di documenti dei servizi segreti.
Secondo la versione ufficiale di Washington, questi documenti rivelerebbero un sofisticato meccanismo di frode elettronica in grado di alterare i risultati elettorali durante i mandati del comandante Hugo Chávez e del presidente Nicolás Maduro.
Tuttavia, l’esame della documentazione — in particolare una nota interna della Central Intelligence Agency (CIA) datata 29 giugno e resa pubblica lo scorso 1° luglio — rivela uno scenario opposto: gli stessi analisti di Langley contraddicono categoricamente la narrativa del proprio Esecutivo.
L'ammissione di Langley
La sintesi esecutiva del memorandum declassificato espone che, sebbene la comunità dei servizi segreti statunitensi abbia mantenuto un monitoraggio costante e “preoccupazioni persistenti” riguardo all'infrastruttura del sistema di voto elettronico in Venezuela tra il 2004 e il 2020, l'agenzia conclude che “non è stato confermato in modo definitivo che sia stata commessa una frode elettronica su larga scala in specifiche elezioni in Venezuela”.
Per i servizi segreti statunitensi, il «feticcio tecnologico» dell’hacking perde peso di fronte alla realtà sociopolitica del Paese. La valutazione di base della CIA sostiene che «vi sono altri fattori che spiegano meglio i risultati elettorali». Nel gergo tecnico degli analisti statunitensi, questa formulazione riconosce implicitamente che le vittorie del chavismo negli ultimi due decenni trovano la loro vera spiegazione nella coesione organica della sua base sociale e nella storica frammentazione delle forze dell’opposizione, e non in una manipolazione occulta sugli schermi di voto.
Dalle vulnerabilità teoriche alla mancanza di prove
Il documento declassificato cerca di mantenere un approccio analitico prudente, sottolineando che i sistemi automatizzati presentano «vulnerabilità che, in teoria, potrebbero essere sfruttate da attori sofisticati con accesso interno». Tuttavia, il rapporto si guarda bene dal fare un salto nel vuoto ed evita di affermare in modo categorico che tali debolezze operative siano mai state utilizzate per distorcere la volontà popolare.
Allo stesso modo, la CIA sminuisce la qualità delle proprie fonti informative dell’epoca, riconoscendo apertamente che i rapporti raccolti sulle presunte tecniche avanzate di manipolazione provenivano da «fonti limitate». Ciò mette in luce che gran parte dell’impalcatura argomentativa di Washington si è alimentata per anni di testimonianze di parte, provenienti dalla stessa leadership locale dell’opposizione e da agenti della disinformazione all’estero, prive di qualsiasi tipo di verifica sul campo.
Analisi critica di una finzione propagandistica
La divulgazione di questi documenti smonta il nucleo centrale della giustificazione tecnica delle sanzioni e dell’isolamento diplomatico nei confronti del Venezuela. Se la più grande agenzia di spionaggio del pianeta, con la maggiore disponibilità di risorse tecnologiche e finanziarie destinate allo spionaggio politico, ammette dopo sedici anni di osservazione che le preoccupazioni non si sono tradotte in prove conclusive di brogli, la conclusione oggettiva è che gli Stati Uniti non possiedono prove dell’alterazione dei risultati elettorali in Venezuela.
La manovra dell’amministrazione Trump è servita a rendere trasparente il dossier dell’aggressione e a confermare che il discorso sulla «frode elettronica di massa» non ha mai rappresentato una certezza dei servizi segreti, ma piuttosto una narrativa di operazioni psicologiche destinata ai media internazionali e alla destabilizzazione interna.
Tutto il resto, a giudicare dagli stessi documenti della CIA, appartiene rigorosamente al campo della propaganda.
(Traduzione de l’AntiDiplomatico)


