Mogadiscio: attentato degli Shebab al teatro nazionale. Illeso il premier Abdiweli Mohamed Ali
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La guerra civile continua a Mogadiscio dove stamattina una donna kamikaze si è fatta esplodere nel teatro nazionale durante una cerimonia per la nascita di una tv locale. All'iniziativa erano presenti molte cariche del governo federale di transizione e nella decina di morti che si sono calcolati vi sono anche un ministro e i rispettivi Presidenti del Comitato Olimpico Nazionale e della Federcalcio Somala. È rimasto invece illeso il Premier Abdiweli Mohamed Ali, obiettivo principale dell'attacco.
L'attentato è stato rivendicato dal gruppo ribelle Shebab, il cui portavoce, Abdiasis Abu Musab, ha dichiarato “Siamo dietro l'esplosione al teatro. I nostri obiettivi erano i ministri e i parlamentari infedeli, che sono state le vittime di oggi”. Si attendeva solo la rivendicazione ufficiale, anche se già i sospetti erano caduti sul gruppo estremista, espulso dalla capitale l'anno scorso dalle forze armate dell'Unione africana, che combattono ancora contro questa frangia di ribelli nel sud del territorio Somalo.
Il teatro nazionale era stato chiuso nei primi anni novanta, all'inizio della crisi politica della Somalia e la sua recente riapertura voleva significare l'apertura della città alla tanto cercata stabilità. La ventennale guerra civile non è però ancora finita, e rimane anche all'interno della città di Mogadiscio. Il Comitato olimpico internazionale si dice vicino alla “comunità sportiva somala, che ha perso due grandi leader, e con le famiglie delle vittime".


