Molto rumore per le statue coperte a Rohani. E del graffito rimosso di Banksy sui migranti di Calais?
Si è parlato molto di statue, nudità e poco di contenuti nella visita della storica visita presidente iraniano Rohani a Roma. Addirittura Roberto Saviano - sempre pronto quando si tratta di dare il via alla distorsione di massa - in un post Facebook di ieri scriveva: "Gli attentati degli ultimi mesi e la tragedia umanitaria dei migranti sono diretta conseguenza dell'assenza di democrazia anche in Iran". Le bestialità geopolitiche espresse in questa singola frase erano talmente grandi, che, nel corso della giornata, il buon Saviano ha deciso di rimuoverla.
Il fatto che la richiesta non sia partita dall'Iran, ma sia stata una libera iniziativa delle autorità italiane per i media italiani non è una notizia. Ma l'obiettivo, distrarre l'opinione pubblica (il loro lavoro), è stato raggiunto.
Come spesso accade in questo periodo, il miglior commento arriva dal vice-direttore di Famiglia Cristiana, Fulvio Scaglione. In un post, che decidiamo di riproporvi nell'interezza fa emergere l'ipocrisia e la distorsione di massa in cui viviamo:
Molto rumore per le statue romane coperte per non "offendere" il presidente iraniano Rouhani in visita a Roma. Giusto. Poco rumore per il graffito (tra l'altro bellissimo) di Banksy sui migranti di Calais, disegnato a Londra di fronte all'ambasciata di Francia e subito coperto per non dar fastidio alla stessa. Ingiusto. La morale è sempre la stessa: grintosi dove spunta una stupidaggine, imbelli dove c'è un atto politico.


