Natalino Balasso: "il conflitto d'interessi non è un optional, è incorporato nel sistema del gradimento politico"
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di Natalino Balasso*
Ogni volta che un ministro dimostra di avere conflitti d'interessi con le cose su cui è chiamato a decidere, c'è qualcosa che ci dice che non abbiamo capito il quadro d'insieme. Dal momento che la politica costa sempre di più, che fare campagne elettorali è impossibile per chi non ha sostanze economiche e che a farle sono sempre più persone che provengono dal mondo dell'imprenditoria e che ogni campagna funziona se la rete di relazioni, anche parentali, del candidato è fittissima, è chiaro che il conflitto d'interessi non è un optional, è incorporato nel sistema del gradimento politico.
La mercificazione di ogni meandro dell'attività sociale porta al conflitto d'interessi per statuto. Se io voglio che a decidere sia chi conosce il settore di cui si occupa, so bene che questo significa che costui avrà una influente rete di relazioni in quel settore.
Le cose sono due: o lasciamo decidere di trivelle a chi frequenta il mondo delle trivelle e costui sarà in conflitto d'interessi, oppure facciamo un referendum e lasciamo scegliere alla gente, ma la gente non sa un cazzo e va sulle questioni emotive. Anche se il fatto che Renzi dica che vuole puntare sul petrolio mi dice che è in malafede marcia oppure che anche lui non ha capito un cazzo sulla questione delle rinnovabili. Diamo un'occhiata a cosa succede in Costa Rica, e non stiamo parlando di paesi del nord Europa, e capiremo che a volte le rinnovabili (al 90%) possono dare soddisfazioni.
Ma c'è di più: in teoria, essere onesti dovrebbe significare prendere una decisione per la collettività anche se questo significa favorire un interesse personale, quando si pensi che sia giusto. Ma in una società corrotta è impossibile dimostrare l'onestà, il boja fa cadere una testa, ma sotto il suo cappuccio, che testa c'è?
L'informazione falsifica i titoli, la gente legge solo i titoli, ragioniamo per tag.
Che cos'è opportuno?
Quando si chiedono le dimissioni di una persona si dice che non si fa perché la si voglia condannare, ma per una questione di opportunità. Non è opportuno che una persona beccata a fare una telefonata impropria rimanga al suo posto. Ma non è opportuno perché la telefonata non è pulita, non è propria, o non è opportuno perché è stata beccata? E in questo preciso istante quali e quante telefonate dello stesso tenore si stanno tenendo? E quanti saranno beccati?
Finché non ci metteremo in testa che la corruttibilità delle persone dipende dalla corruttibilità delle loro coscienze, e che le coscienze si formano nei primissimi anni di vita, in seno alla famiglia, istituzione che tanto esaltiamo e che è la prima fucina della competizione e dell'arte del consenso, saremo sempre ad esaminare fuori dal contesto. Noi siamo già fuori gioco, non possiamo migliorare, possiamo solo fare finta che gli altri siano peggiori di noi. Si, d'accordo, dimissioni del ministro Guidi, decapitazioni, d'accordo, ma stiamo solo tagliando delle code, perché se tagliassimo la testa, a cadere saremmo noi.
*Articolo pubblicato sulla pagina Facebook di Natalino Balasso
*Articolo pubblicato sulla pagina Facebook di Natalino Balasso


