Nella "Santa Alleanza" tra Draghi e Renzi c'è uno che comanda e uno che obbedisce. Economitor

"Riforme e privatizzazioni o è probabile che semplicemente farebbe la fine di Enrico Letta"

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Nella "Santa Alleanza" tra Draghi e Renzi c'è uno che comanda e uno che obbedisce. Economitor

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Riprendendo un articolo recente di Peter Spiegel dal titolo Does Renzi owe his job to Draghi?, in cui il Columnist del Financial Times collega la salita al governo in Italia di Matteo Renzi con la sentenza della Corte costituzionale tedesca sul programma Outright Monetary Transactions (OMT) della BCE, Edward Hugh su Economitor si domanda se un intervento di Quantitative Easing di Mario Draghi potrebbe aiutare Matteo Renzi ad aumentare il deficit dell'Italia.

L'ipotesi di Spiegel, prosegue Hugh sul prestigioso sito, suggerisce che la forza trainante per la presunta "santa alleanza" tra Matteo Renzi e Mario Draghi starebbe nell'interesse di quest'ultimo a far fuori dal governo il primo ministro Letta prima che diventassero troppo forti le pressioni da parte della Germania sul programma OMT nei confronti di un'Italia che stava godendo di rendimenti dei titoli meno costosi, ma non stava procedendo con il giusto ritmo con il suo programma di riforme.

 
L'avvio di acquisti di titoli pubblici in stile QE, prosegue Economitor, segnerà l'inizio di una svolta giapponese nella politica della BCE. Può iniziare con solo 400 miliardi, ma potrebbe poi aumentare ancora. L'Italia sarebbe il primo candidato per il programma: Il paese ha attualmente un debito pubblico lordo in rapporto al PIL di circa il 135%, piccolo se paragonato al livello di quasi il 245% del Giappone, ma comunque grande e in crescita, soprattutto per la pressione sui suoi limiti di deficit di bilancio. Senza segnali che l'economia del paese possa crescere più velocemente senza nessuno stimolo fiscale, l'unica alternativa a una sorta di ristrutturazione del debito è che la BCE inizi a comprare i bond italiani. Cosa chiederà in cambio Draghi a Renzi? Per Economitor non ci sono dubbi: “l'impegno alle riforme”. E se il neo premier non lo facesse, è più che probabile che semplicemente farebbe la fine di Enrico Letta.
 
Si profila, dunque, non l'arrivo della troika in Italia con un prestito diretto in diverse tranche soggette alle “rigorose condizionalità” come nel caso di Grecia, Portogallo e Irlanda, ma un prestito indiretto di una sola delle tre teste del "mostro". Il sacrificio richiesto alla popolazione sarà tuttavia lo stesso: macelleria sociale e privatizzazioni selvagge.
 
Per la traduzione completa dell'articolo di Economitor si rimanda e si ringrazia Voci dall'estero.

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