Nelle mani del Congresso il destino di circa 1 milione e 300.000 disoccupati di lungo periodo
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È la storia di donne e uomini americani, padri e madri di famiglia, la cui domanda di lavoro non incontra più l’offerta del mercato. Storie di individui comuni che si trovano a vivere uno dei periodi di disoccupazione più difficili dalla Grande Depressione. Queste persone — solo alcuni degli intervistati hanno deciso di mostrare volto e identità — non chiedono altro se non un lavoro. Cosa comporta l’esserne privati? Significa perdita di dignità, non essere più in grado di mantenere la propria famiglia, può significare perdere la propria casa o essere costretti a contrarre un nuovo debito. Ed è noto dove la spirale del debito ha condotto l’America.
Il Congresso degli Stati Uniti il 28 dicembre aveva optato per il taglio dei sussidi di disoccupazione per i disoccupati di lungo termine: si tratta, ricordiamo, di misure parte di un programma istituito nel 2008. Tali provvedimenti, di natura straordinaria, sono stati adottati a favore di individui in difficoltà, fuori dal mercato del lavoro per più di sei mesi. Qualora il Congresso fallisse nel rinnovare queste indennità di disoccupazione, solamente 1 americano su 4 riceverebbe una qualche forma di assistenza da parte dello stato, secondo l’Huffington Post.


