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Nessuna prova sui presunti attacchi sonori a Cuba contro i diplomatici USA

 

Dai risultati scaturiti delle indagini condotte in maniera congiunta da agenzie cubane e statunitensi non emerge alcuna prova contro L'Avana

 

Quello degli ‘attacchi sonori’ contro il personale diplomatico statunitense a Cuba rappresenta solo l’ultima frontiera della strategia della tensione di Washington contro Cuba. L’amministrazione Trump ha infatti deciso di riaprire le ostilità dopo che il suo predecessore Obama aveva inaugurato una politica di apertura. Almeno nelle forme, pur non andando a scalfire lo strumento principe con cui il governo USA tiene sotto pressione L’Avana. Il famigerato ‘bloqueo’, l’embargo totale e illegale, con cui gli statunitensi cercando di strangolare l’economia cubana. 

 

Come dicevamo in apertura, hanno fatto molto scalpore questi attacchi sonori denunciati dal personale diplomatico statunitense a L’Avana. Il governo cubano, da parte sua, si è sempre dichiarato estraneo a qualsiasi attacco. 

 

Le due nazionali, in ogni caso, hanno avviato indagini congiunte per appurare eventuali responsabilità. In occasione dell’ultimo incontro tenuto a Washington - come riferisce teleSUR - il ministero degli Esteri cubano ha evidenziato che le indagini congiunte condotte da agenzie di entrambi i paesi non hanno trovato alcuna prova riguardo i presunti attacchi sonori avvenuti a L’Avana.

 

 

Nella dichiarazione si legge che «a delegazione cubana ha esortato il governo degli Stati Uniti a desistere dalla continua manipolazione politica dei presunti incidenti sonori che sono diventati un pretesto per adottare nuove misure unilaterali che incidono sul funzionamento delle rispettive ambasciate». 

 

Le indagini sono state condotte da «agenzie specializzate ed esperti di Cuba e degli Stati Uniti per più di un anno hanno confermato che non ci sono prove credibili o ipotesi o conclusioni basate sulla scienza che giustificano le azioni intraprese dal governo degli Stati Uniti contro Cuba a scapito delle relazioni bilaterali». 

 

Una dichiarazione eloquente. La quale giunge in un momento dove cominciano a rifiorire le ricostruzioni, diciamo ‘fantasiose’, del solito circuito informativo mainstream. Sempre pronto a dare fiato alle trombe della propaganda imperialista contro i paesi socialisti in America Latina. 

 

L'incidente, ricorda teleSUR, ha portato a un aumento delle tensioni tra i due paesi e ha coinciso con l'inasprimento delle relazioni bilaterali degli Stati Uniti dopo diversi anni di apertura sotto Barack Obama.  

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