Netanyahu afferma che Israele non cederà mai il Golan siriano. Replica della Siria: "Provocazione. Combatteremo il terrorismo e l'occupazione israeliana"
Il primo ministro del regime israeliano, Benjamin Netanyahu ha dichiarato oggi che Israele non abbandonerà mai il Golan siriano occupato durante la guerra del 1967.
Il governo israeliano ha tenuto oggi il suo primo consiglio dei ministri nel Golan occupato dove vivono più di 18.000 coloni ebrei e circa 17.000 siriani drusi.
"È giunto il momento, dopo quarant'anni, che la comunità internazionale, infine, riconosca che le alture del Golan resteranno sempre sotto la sovranità israeliana", ha sostenuto Netanyahu.
La replica della Siria a queste dichiarazioni non si è fatta attendere e, attraverso una nota del Ministero degli Esteri, ha condannato la riunione tenutasi del governo israeliano nel Golan, ed ha definito le dichiarazioni di Netanyahu, una "provocazione".
Il Ministero degli esteri siriano ha chiesto alle Nazioni Unite di attuare le risoluzioni adottate dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite ed il Consiglio di Sicurezza, notando che le risoluzioni non riconoscono l'occupazione israeliana del territorio siriano, in particolare la risoluzione N° 497 del 1981, che respinge la decisione della Knesset israeliana di annettere il Golan siriano.
"Il popolo siriano è determinato a combattere il terrorismo ed a sradicare i gruppi terroristici sostenuti da forze esterne, in particolare da Israele, Turchia e Arabia Saudita, allo stesso tempo è determinato a continuare a sacrificarsi per liberare il Golan siriano dall'occupazione israeliana, e continuerà a resistere contro l'occupazione, le sue politiche e le sue pratiche illegali", si legge nel comunicato diramato dal Ministero degli esteri siriano.


