Nigeria: i due ostaggi morti dopo il blitz britannico. Monti ne era all'oscuro
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E' gelo tra Roma e Londra dopo il blitz britannico in Nigeria che ha portato alla morte di due ostaggi. Lavoravano per la ditta di costruzioni Italiana Stabilini, l'Italiano Franco Lamolinara e l'Inglese Chris McManus, i due ingegneri rapiti in Nigeria lo scorso maggio e uccisi ieri durante un'operazione militare. Non sono ancora chiare le modalità in cui è avvenuto il blitz a Sokoto.
È certo che il Premier britannico Cameron ha dichiarato di aver personalmente dato il via all'operazione e che gli ostaggi sarebbero stati uccisi dai sequestratori. Il Presidente Nigeriano ha fatto sapere che i due erano prigionieri del gruppo islamico Boko Haram e che le autorità nigeriane avrebbero arrestato i killer.
Il blitz, che ha coinvolto la forza speciale navale britannica e l'esercito nigeriano, ha creato una controversia tra Italia e Inghilterra. Secondo quanto sostengono fonti diplomatiche inglesi citate dall'Independent, l'Italia era stata allertata sulla possibilita' di un blitz in Nigeria per liberare i due ostaggi e non si era opposta. Diversa la posizione del primo ministro Mario Monti, secondo cui Roma sarebbe stata avvisata solo a operazione iniziata. Inquietante, infine, la versione fornita dal Daily Telegraph: Lamolinara e McManus sarebbero state vittime non dei sequestratori ma del fuoco incrociato durante il blitz.


