Nizza, Brexit e il futuro dell'Europa dopo la strage a "Promenade des Anglais"

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Piccole Note

L’autore dell’attentato di Nizza è «indubbiamente legato all’islam radicale», ha dichiarato subito dopo l’accaduto il primo ministro francese Navarro Valls. Un’affermazione successivamente smentita dal ministro degli Interni transalpino, Bernard Cazeneuve, che ha affermato: «Non ci sono le prove di legami accertati tra l’attentatore e l’islam radicale».

Contrasto di peso quello tra Valls e Cazeneuve. Il ministro dell’interno è tra l’altro titolare delle indagini: è lui a conoscere gli elementi a disposizione degli inquirenti, non l’altro. E questo dissidio esibito è sintomo di un conflitto di non poco conto all’interno del governo.

 

Certo, poi l’Isis ha rivendicato, spiegando che l’attentatore è cosa loro. Il che ha dato modo a Valls di rivendicare la fondatezza della sua affermazione. Ma resta che per la prima volta il primo ministro francese, fautore di un socialismo neoconservatore, è stato messo in discussione. Piccola crepa nel suo potere in ascesa.

 

Che c’entra questo con la strage di Nizza? Apparentemente nulla. E però il fatto che il dissidio si sia manifestato proprio in questa circostanza è sintomo di un nervosismo e di un conflitto interno, e non solo tra i due, proprio sul tema del terrorismo e del contrasto allo stesso.

 

Tema ad ampio respiro questo, che comporta anche scelte di politica internazionale, con particolare riguardo la politica francese sulla Siria, il focolaio dell’incendio (ne abbiamo scritto in altra nota alla quale rimandiamo).

 

A parte sottolineare questa spaccatura, da parte nostra ci limitiamo a rimandare i lettorial video che abbiamo segnalato ieri in calce all’articolo relativo ai fatti di Nizza, che suscita domande.

 

Come domande suscita il fatto che ad oggi, a più di 24 ore dai fatti, ancora non è chiaro come sia entrato quel camion nella Promenade des Anglais.

 

Ha rotto le barriere, certo, ma erano presidiate da agenti di polizia armati, non potevano sparare alle gomme o altro? Una ricostruzione vedrebbe il camion entrare grazie alla scusa della consegna di gelati (non si capisce come avrebbe fatto in questo caso a evitare i controlli).

 

Sui media si assiste a un profluvio di testimonianze, dichiarazioni, di racconti tragici obbligati dalla circostanza.

 

Eppure non è ancora data una chiara ricostruzione dei fatti, essenziale agli inquirenti come al giornalismo (che a volte sembra più interessato al colore che a capire). Perché non avviene? Il sangue versato esigerebbe chiarezza.

 

Al di là, resta la suggestione riguardante il fatto che la prima strage avvenuta nel vecchio Continente dopo la Brexit abbia avuto luogo presso la Promenade des Anglais. In un Paese, peraltro, dove forte spira il vento della Francexit.

 

Solo una suggestione ovviamente. Ma certo il terrore globale, per una inevitabile eterogenesi dei fini, potrebbe gettare il suo peso condizionante sulla controversia che infiamma la Francia, se continua, come purtroppo possibile, il suo macabro operare.

 

Già il fatto che la campagna elettorale del prossimo anno inizierà, di fatto, sotto la stretta di leggi speciali anti-terrorismo non è un buon viatico per un dibattito sereno.

 

Problema non secondario posto dal terrorismo globale, che oltre a predare vite innocenti, va giocoforza a influenzare l’ambito civile, sociale e politico dell’Occidente.

 

Altra bizzarra eterogenesi dei fini: le guerre per esportare la democrazia nel mondo arabo, oltre a destabilizzare intere nazioni e creare la Bestia del Terrore, rischiano di minare nel profondo la stessa democrazia occidentale.

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