Non è solo meteo, il caldo a 40° è una questione di classe: ecco chi sta pagando il prezzo più alto
A forza di ironizzare sui cambiamenti climatici si finisce per eludere la questione centrale: non stiamo parlando di semplice meteorologia. L'ondata di calore straordinaria che sta investendo l'Europa, con temperature che sfiorano i 40 gradi, è prima di tutto un’emergenza sanitaria. Una crisi che colpisce duramente i soggetti più esposti: anziani, lavoratori e lavoratrici all'aperto.
Per questi ultimi si è tentato di correre ai ripari chiedendo di sospendere le attività nelle ore più calde, salvo poi imporre turni spezzati che frammentano la giornata della forza lavoro. La stessa Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha lanciato un serio allarme, rimasto però inascoltato dalle autorità locali. I rischi per la salute e la sicurezza sono evidenti, così com'è palese la difficoltà dei sistemi sanitari nel fronteggiare questa pressione.
I dati diffusi dall’OMS ipotizzano oltre 200.000 decessi nella Regione europea a causa del grande caldo, con un aumento dei casi di quasi il 30% in meno di vent'anni. Le statistiche parlano chiaro: la mortalità è cresciuta dell'85% tra gli over 65. Il caldo killer è solo la causa scatenante di un problema più profondo: mancano interventi pubblici per garantire agli anziani spazi freschi in cui trascorrere i pomeriggi, molte case popolari sono prive di impianti di condizionamento e il sovraffollamento edilizio non fa che aggravare la situazione.
Dietro questa dinamica emerge un forte classismo: le vittime predestinate dell'afa appartengono quasi tutte ai ceti popolari. Si tratta di anziani che non hanno la possibilità economica di trasferirsi in luoghi freschi o di villeggiatura. È la popolazione più vulnerabile a pagare il prezzo più alto, vedendo peggiorare patologie pregresse come malattie cardiovascolari, diabete, asma e disturbi mentali.
Per tutte queste ragioni, la grande ondata di caldo è un fatto sociale da analizzare e governare con urgenza. Parliamo di un'emergenza medica e politica: di fronte a tassi di mortalità così elevati, le semplici "linee guida" ministeriali non bastano a sollevare le autorità pubbliche dalle proprie responsabilità.
Il caldo si è trasformato in un problema strutturale al quale l'organizzazione del lavoro, i sistemi sanitari e il welfare dovrebbero adattarsi rapidamente. Tuttavia, questi interventi richiedono investimenti e aumento della spesa pubblica; per questo i nodi reali vengono sistematicamente elusi, specie se riguardano le fasce sociali meno abbienti. Non c'è che dire: anche il caldo è una questione di classe.


