Non è solo meteo, il caldo a 40° è una questione di classe: ecco chi sta pagando il prezzo più alto

1796
Non è solo meteo, il caldo a 40° è una questione di classe: ecco chi sta pagando il prezzo più alto

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

 

A forza di ironizzare sui cambiamenti climatici si finisce per eludere la questione centrale: non stiamo parlando di semplice meteorologia. L'ondata di calore straordinaria che sta investendo l'Europa, con temperature che sfiorano i 40 gradi, è prima di tutto un’emergenza sanitaria. Una crisi che colpisce duramente i soggetti più esposti: anziani, lavoratori e lavoratrici all'aperto.

Per questi ultimi si è tentato di correre ai ripari chiedendo di sospendere le attività nelle ore più calde, salvo poi imporre turni spezzati che frammentano la giornata della forza lavoro. La stessa Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha lanciato un serio allarme, rimasto però inascoltato dalle autorità locali. I rischi per la salute e la sicurezza sono evidenti, così com'è palese la difficoltà dei sistemi sanitari nel fronteggiare questa pressione.

I dati diffusi dall’OMS ipotizzano oltre 200.000 decessi nella Regione europea a causa del grande caldo, con un aumento dei casi di quasi il 30% in meno di vent'anni. Le statistiche parlano chiaro: la mortalità è cresciuta dell'85% tra gli over 65. Il caldo killer è solo la causa scatenante di un problema più profondo: mancano interventi pubblici per garantire agli anziani spazi freschi in cui trascorrere i pomeriggi, molte case popolari sono prive di impianti di condizionamento e il sovraffollamento edilizio non fa che aggravare la situazione.

Dietro questa dinamica emerge un forte classismo: le vittime predestinate dell'afa appartengono quasi tutte ai ceti popolari. Si tratta di anziani che non hanno la possibilità economica di trasferirsi in luoghi freschi o di villeggiatura. È la popolazione più vulnerabile a pagare il prezzo più alto, vedendo peggiorare patologie pregresse come malattie cardiovascolari, diabete, asma e disturbi mentali.

Per tutte queste ragioni, la grande ondata di caldo è un fatto sociale da analizzare e governare con urgenza. Parliamo di un'emergenza medica e politica: di fronte a tassi di mortalità così elevati, le semplici "linee guida" ministeriali non bastano a sollevare le autorità pubbliche dalle proprie responsabilità.

Il caldo si è trasformato in un problema strutturale al quale l'organizzazione del lavoro, i sistemi sanitari e il welfare dovrebbero adattarsi rapidamente. Tuttavia, questi interventi richiedono investimenti e aumento della spesa pubblica; per questo i nodi reali vengono sistematicamente elusi, specie se riguardano le fasce sociali meno abbienti. Non c'è che dire: anche il caldo è una questione di classe.

Federico Giusti

Federico Giusti

Federico Giusti nasce a Pisa nel 1966, si laurea in letteratura italiana e subito dopo inizia a lavorare come precario per poi entrare in Comune nel 1999.

Delegato sindacale prima dei Cobas e oggi della Cub è stato attivo nei movimenti studenteschi e per il diritto all'abitare Oggi fa parte dell'ufficio stampa dell'Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e dell'università, ha dato vita a un gruppo di studio con Emiliano Gentili e Stefano Macera ed è tra gli animatori di Radio Grad. E' sposato con figli e nipoti.

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

IL DOCUMENTARIO "SAIF E LA LIBIA" RIPRESO SULLA STAMPA LIBICA  di Michelangelo Severgnini IL DOCUMENTARIO "SAIF E LA LIBIA" RIPRESO SULLA STAMPA LIBICA 

IL DOCUMENTARIO "SAIF E LA LIBIA" RIPRESO SULLA STAMPA LIBICA 

Oltre 50.000 km di alta velocità: la Cina che corre   Una finestra aperta Oltre 50.000 km di alta velocità: la Cina che corre

Oltre 50.000 km di alta velocità: la Cina che corre

250 anni d’America sul Time. Ma i nativi non ci sono di Raffaella Milandri 250 anni d’America sul Time. Ma i nativi non ci sono

250 anni d’America sul Time. Ma i nativi non ci sono

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

CIABATTE E GINOCCHIERE di Alessandro Mariani CIABATTE E GINOCCHIERE

CIABATTE E GINOCCHIERE

L'estate degli italiani tra vacanze e sfruttamento di Giuseppe Giannini L'estate degli italiani tra vacanze e sfruttamento

L'estate degli italiani tra vacanze e sfruttamento

"Ruderi" della costa a Bari diventano alloggi per turisti di Antonio Di Siena "Ruderi" della costa a Bari diventano alloggi per turisti

"Ruderi" della costa a Bari diventano alloggi per turisti

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale di Giorgio Cremaschi Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti