"Non ci resta che vomitare". Sapir commenta le dichiarazioni sulla "buona finanza" di Sapin
"Dal socialismo in decomposizione si emanano cattivi odori che provocano la nausea"
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Riprendendo questa dichiarazione del ministro delle finanze francese Michel Sapin, in un'intervista ai Rencontres économiques d’Aix-en- domenica 6 luglio: “Dobbiamo rispondere ad una bella domanda: C'è una finanza felice, al servizio di investimenti felici? Lo esprimo in altro modo e vedrete la mia provocazione. La finanza, la buona finanza, è nostra amica", nel suo ultimo post sul blog RussEurope, l'economista Jacques Sapir sostiene come la formula scelta da Sapin deve aver preso in contro piede lo stesso Hollande, che, al contrario, in campagna elelttorale, in un discorso a Bourget, aveva definito la finanza "un nemico". Questa definizione era stata molto criticata e François Hollande era stato costretto a rritrattare a Londra qualche giorno dopo. Ma, poco importa ora, perché sostiene Sapir, dal socialismo in decomposizione si emanano cattivi odori che provocano la nausea. Presto, rincara la dose l'economista francese, non si potrà più leggere una dichiarazione di un membro del governo se prima non avrà fornito una precauzione, ad esempio un sacchetto igienico-sanitario come sugli aeroplani.
La dichiarazione di Sapin, come quella di Bourget, è totalmente priva di senso perché non fa alcuna differenza tra la "finanza" e il processo di finanziarizzazione dell'economia. E, ancora più importante, non evidenzia il processo che mette le attività produttive sotto il giogo delle potenze finanziarie. E' questo processo che genera il precipitare dell'economia francese verso un corto circuito ogni giorno più suicida e che condanna di fatto l'innovazione dell'economia reale. Ed è questo processo che crea dei mostri come i famosi "licenziamenti borsistici". Tutto questo è ben noto da oltre 20 anni e s'articola e si combina con la globalizzazione finanziaria. Si può discutere, prosegue Sapir, se questo sia da considerare come una negazione dell'economia capitalista o il suo ultimo stadio. Ma quello che è chiaro è che è un processo che si è coronato con l'euro, di cui non si dirà mai abbastanza sul suo ruolo "di pilastro nell'estensione della finanziarizzazione della Francia e dell'Europa".
Questa confusione tra "finanza" e "finanziarizzazione", afferma Sapir, è indegna per delle persone che hanno fatto dei studi come quelli di Michel Sapin o di François Hollande. "Va bene che la cretineria comunicativa ha ormai sostituito la riflessione, ma qui si tratta di buon senso. Non resta che vomitare".
Dato che il presidente e i suoi ministri non si meravigliano più del discredito che li colpisce, non si meravigliano più d'aver perso quel poco di legittimità che gli restav e non si meraviglinano più dei brutti venti intorno alla Francia, conclude Sapir, questi signori hanno la totale e intera responsabilità storica.


