«Non mostrate le stretta di mano con Putin». Le pressioni del governo ucraino sul canale tv 112

L’episodio risale al 2 ottobre durante un summit sulla crisi in Donbass a Parigi

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«Non mostrate le stretta di mano con Putin». Le pressioni del governo ucraino sul canale tv 112

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di Eugenio Cipolla

La data di oggi, sul calendario che racconta la guerra in Ucraina, è da segnare. L’esercito di Kiev e le milizie dei separatisti filorussi hanno iniziato il ritiro dell’artiglieria e dei carri armati dalla linea di contatto nella regione orientale di Donetsk. A riferirlo è stato il portavoce delle forme armate di Kiev, Leonid Matyukhin, citato dall’agenzia stampa Interfax. La notizia è stata confermata anche dal ministero della Difesa delle repubbliche separatiste. Segno che la volontà di mettere fine al conflitto, o quanto meno di metterlo in pausa per cercare di trovare una soluzione fattibile, c’è e si sta materializzando.
 
«Oggi assistiamo all'inizio dell'implementazione della seconda fase del ritiro dei carri armati, dell'artiglieria di calibro inferiore ai 100 millimetri e dei mortai sotto i 120 millimetri. Come previsto le armi verranno spostate a una distanza minima di 15 chilometri dall'attuale linea di contatto», ha spiegato Matiukhin, mentre funzionari della difesa dell’autoproclamata repubblica di Donetsk hanno precisato che da parte loro il ritiro delle armi sta iniziando proprio da quella Debaltseve epicentro, qualche mese fa, dello scontro cruento con il governo centrale.
 
Ad ogni modo, la guerra a distanza tra Kiev e Mosca continua incessantemente. A far discutere nelle ultime ore è stata la denuncia di Viktor Zubritsky, ex produttore della tv ucraina 112. Su Facebook, Zubritsky ha denunciato che l’emittente ha subito pressioni da parte di alcuni funzionari dell’amministrazione presidenziale ucraina per vietare la messa in onda di un’immagine che ritraeva Petro Poroshenko e Vladimir Putin mentre si stringevano la mano. L’episodio incriminato risale al 2 ottobre, quando i presidente di Russia e Ucraina, durante un summit sulla crisi in Donbass a Parigi, furono costretti a darsi la mano davanti ad Angela Merkel, Francois Hollande e un corposo gruppo di giornalisti provenienti da tutto il mondo.
 
Il notiziario dell’emittente stava montando un servizio sull’incontro quando la segreteria di redazione è stata tempestata da una «raffica di chiamate» provenienti da uomini vicini a Poroshenko e dai servizi di sicurezza in merito a quella che è stata definita “una inaccettabile messe in onda della stretta di mano”. «Poroshenko – ha scritto Zubritsky – ha stretto la mano a Putin, ma non vuole che gli ucraini lo sappiano. Ed è in qualche modo strano che tutti i canali ucraini non si siano accorti di questo evento». Nonostante le pressioni, 112 ha mandato lo stesso in onda il servizio, ricevendo qualche giorno dopo per tutta risposta un mandato di perquisizione e sequestro negli uffici della televisione.
 
«A Poroshenko – ha aggiunto Zubritsky – non solo non piace la libertà di parola, la verità, ma l’esistenza di qualcuno che abbia un parere diverso dal suo. Questo rende più difficile rubare e saccheggiare l’ultimo pezzo dello stato ucraino, portando via il futuro ai suoi cittadini».  

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