"Non seppelliremo i nostri morti", continua in Pakistan la protesta della comunità sciita
1050
Dopo l'esplosione di una bomba che ha ucciso 81 persone a Quetta, nella provincia del Pakistan merdionale del Baluchistan, migliaia di donne hanno iniziato un sit in di protesta per chiedere una protezione maggiore della comunità sciita nel paese. Il leader locale del partito sciito, Qayyum Changezi, ha inoltre dichiarato ad Afp che i manifestanti "non seppelliranno i loro morti”. Il Segretario Generle delle Nazioni Unite Ban Ki-moon ha fermamente condannato l'atto e chiesto alle autorità di trovare al più presto i responsabili.
Il sit in, iniziato domenica, sta proseguendo lunedì vicino la stazione locale nel quartere Hazara della città. Lo ha dichiarato ad Afp il capo della polizia cittadina, Wazir Khan Nasir, che ha anche annunciato l'inizio di nuove trattative per procedere alla seppellitura dei morti.
Il Baluchistan è divenuto il luogo di maggior tensione tra sciiti e sunniti. Il 10 gennaio scorso sempre a Quetta un ordigno similare aveva ucciso 92 persone, Il governatore della provincia, Zulfiqar Magsi, ha accusato direttamente agenzie di intelligence federali per il fallimento della protezione della comunità sciita.
Il sit in, iniziato domenica, sta proseguendo lunedì vicino la stazione locale nel quartere Hazara della città. Lo ha dichiarato ad Afp il capo della polizia cittadina, Wazir Khan Nasir, che ha anche annunciato l'inizio di nuove trattative per procedere alla seppellitura dei morti.
Il Baluchistan è divenuto il luogo di maggior tensione tra sciiti e sunniti. Il 10 gennaio scorso sempre a Quetta un ordigno similare aveva ucciso 92 persone, Il governatore della provincia, Zulfiqar Magsi, ha accusato direttamente agenzie di intelligence federali per il fallimento della protezione della comunità sciita.


