"Non siamo in grado di fornire piena sicurezza in tutte le aree", il governo del Myanmar ammette le distruzioni nello stato di Ratkhine
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Human Rights Watch ha oggi pubblicato immagini satellitari che mostrano come un migliaio di edifici a Kyaukpyu, nello stato di Rakhine, siano stati completamente distrutti. Mostrando le foto della città del 9 e del 25 ottobre comparate, si può avere la percezione di tutte le violenze etniche tra la comunità musulmana dei Rohingya e quella buddista dei Rakhine. Phil Robertson, direttore della sezione Asia di HRW, ha dichiarato che le violenze dimostrano come il governo debba "urgentemente far ritornare la sicurezza a Rohingya" nello stato di Rakhine. “A meno che le autorità non capiscano le radici delle violenze, la situazione peggiorerà”. Un reporter locale che ha visto la città ha dichiarato alla BBC che l'area è stata completamente distrutta e deserta. Zaw Htay, portavoce del presidente Thein Sein ha riconosciuto che "interi villaggi e città sono stati distrutti nello stato di Rakhine e non siamo in grado di fornire piena sicurezza in tutte le aree della zona. Ecco perché abbiamo deciso di aumentare la presenza di polizia ed esercito".
Intanto si potrebbe creare un problema con i paesi limitrofi del Myanmar, con decine di persone che cercano rifugio all'estero. In Bangladesh, gli ufficiali di frontiera hanno dichiarato che diverse barche con a bordo musulmani dal Myanmar sono in attesa di attraversare il fiume di confine. Un ufficiale bengalese ha dichiarato che 52 Rohingya sono stati già respinti. I musulmani del Myanmar hanno anche deciso di rinunciare alla festa del Eid al-Adha per le violenze.
Le tensioni rimangono quindi alte a Rakhine da maggio, quando una donna buddista è stata violentata ed uccisa da tre musulmani. In una spedizione punitiva, la comunità buddista ha poi ucciso 10 musulmani per vendetta, anche se totalmente estranei all'incidente, generando un'escalation di violenze settarie riaccesosi domenica scorsa per ragioni ancora non ben definite. Le due comunità sono ora segregate. Ad agosto, il governo centrale ha creato una commissione per investigare sulle violenze, rinunciando ad una inchiesta delle Nazioni Unite.


