"Non stiamo vincendo questa guerra": Douglas MacGregor smonta la narrazione su Iran

L'ex colonnello USA smaschera la propaganda: "Cambio di regime? Resa incondizionata? Non otterrete né l'uno né l'altro"

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"Non stiamo vincendo questa guerra": Douglas MacGregor smonta la narrazione su Iran

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Mentre i portavoce ufficiali ripetono a pappagallo ciance su "progressi" e "successi" militari e il presidente Donald Trump utilizza toni trionfalistici: “Abbiamo vinto”; arriva come una doccia gelata la lucidità di chi la guerra la conosce davvero. Il colonnello in congedo dell'esercito statunitense e analista militare, Douglas MacGregor, intervistato in queste ore, ha spazzato via in pochi secondi la patina di propaganda che avvolge il conflitto con l'Iran scatenato dalla coalizione Epstein.

La sua diagnosi è spietata: "Non stiamo vincendo questa guerra". Punto. Nessun "ma", nessun "tuttavia". Una constatazione secca che dovrebbe far tremare i polsi a chi governa questo sgangherato Occidente e a chi racconta ogni giorno una realtà parallela dai teleschermi.

Ma MacGregor non si ferma qui. Il colonnello smonta anche la strategia - o quel che ne resta - di Washington, ridotta a un imbarazzante balletto di obiettivi cambiati in corsa. "Abbiamo detto che eravamo interessati a un cambio di regime, poi abbiamo abbandonato il cambio di regime e abbiamo detto che volevamo una resa incondizionata". E poi la stoccata finale, quella che suona come una profezia: "Non otterrete né l'uno né l'altro".

 
 
 
 
 
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Tradotto: avete fallito, punto e a capo. Avete cambiato le carte in tavola sperando di confondere l'avversario, ma alla fine vi siete solo confusi da soli. L'Iran non si piegherà, non si spezzerà, non si arrenderà. E intanto il "mare di dolore" - come giustamente osserva un commento al video - si allarga, inghiottendo iraniani, libanesi e tutti i popoli della regione.

La parte più inqueitante dell'analisi di MacGregor è però quella che lascia intendere senza dirlo apertamente: questa guerra non si vince, ma non si può nemmeno perdere apertamente. Quindi si va avanti, in un vicolo cieco dove l'unica certezza è il sangue versato. E mentre gli ufficiali in congedo dicono la verità, quelli in servizio preparano i prossimi comunicati vittoriosi.

La Redazione de l'AntiDiplomatico

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