Nord Stream, la rivelazione di Der Spiegel: la CIA era a conoscenza dei piani

Nuove rivelazioni scuotono il caso dei gasdotti: gli agenti della CIA avrebbero discusso i dettagli tecnici dell'attentato con i piani alti ucraini mesi prima delle esplosioni nel Baltico

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Nord Stream, la rivelazione di Der Spiegel: la CIA era a conoscenza dei piani

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C’è un nuovo tassello che si aggiunge al mosaico opaco del più grande atto di sabotaggio della storia energetica europea. A quasi quattro anni dalle esplosioni che squarciarono i gasdotti Nord Stream nel cuore del Baltico, l’ombra di Washington si allunga nuovamente sulla vicenda.

Secondo quanto riportato dal settimanale tedesco Der Spiegel, che cita fonti proprie, l'agenzia di intelligence statunitense sarebbe stata informata dei piani per far saltare i gasdotti fin dalla loro genesi, nella primavera del 2022. Un’anticipazione che, se confermata, riscriverebbe la cronologia degli eventi e getterebbe una luce sinistra sul ruolo degli alleati occidentali nel conflitto ibrido con la Russia.

La ricostruzione del settimanale tedesco parla di un incontro avvenuto a Kiev nei mesi successivi all'avvio dell’operazione militare speciale russa. In quella sede, agenti della CIA si sarebbero confrontati con un gruppo di specialisti ucraini in operazioni di sabotaggio, un circolo ristretto di persone legate da anni di frequentazioni. Fu proprio in quell'occasione, secondo le fonti, che emerse l'idea di colpire i due gasdotti paralizzando il flusso del gas russo verso la Germania.

L’atteggiamento degli ufficiali statunitensi, a detta dei partecipanti ucraini, sarebbe stato quantomeno ambiguo. Gli uomini della CIA si sarebbero presentati come "ascoltatori, per usare un eufemismo, comprensivi". Tra le due parti sarebbero stati scambiati persino dettagli tecnici sull'operazione, quasi come in una fase di consulenza pre-operatoria.

Ma la storia, secondo Der Spiegel, non finisce qui. A quell’incontro ne sarebbero seguiti altri, segno di un canale di comunicazione aperto tra gli 007 statunitensi e i futuri esecutori materiali dell'attentato. Poi, a un certo punto, il vento sarebbe cambiato. Gli agenti statunitensi avrebbero fatto marcia indietro, sconsigliando vivamente agli ucraini di procedere. Un cambio di rotta che, se da un lato scagiona la CIA dalla complicità diretta nell'esecuzione, dall'altro la inchioda ad una consapevolezza anticipata: sapevano, e con largo anticipo.

Una ricostruzione che la CIA ha prontamente bollato come "totalmente e assolutamente falsa" attraverso una portavoce, senza tuttavia aggiungere ulteriori dettagli per smentirla punto per punto.

Questa nuova versione riapre una ferita che non si è mai rimarginata. Le esplosioni del 26 settembre 2022 nel Mar Baltico avevano già innescato un terremoto geopolitico. Le acque, da quel giorno, sono rimaste torbide. I governi di Danimarca, Germania e Svezia hanno condotto le loro indagini con il massimo riserbo, negando a Mosca la possibilità di partecipare, alimentando così il sospetto del Cremlino.

Lo stesso Vladimir Putin aveva puntato il dito fin da subito contro qualcuno "capace di organizzare tecnicamente gli attacchi", insinuando che dietro ci fosse l'amministrazione Biden. Una tesi rilanciata con forza nel 2023 dal giornalista investigativo Seymour Hersh, che aveva accusato direttamente la Casa Bianca.

Nel frattempo, altre inchieste della stampa occidentale hanno seguito la pista di un gruppo di sabotatori ucraini, partiti a bordo di una barca a vela, l'Andromeda, per compiere la missione. Una pista che ha portato all'arresto in Germania di un istruttore di sub ucraino, Serhij Kuznetsov, attualmente in custodia cautelare con l'accusa di aver coordinato le operazioni.

Se le rivelazioni di Der Spiegel dovessero trovare ulteriori conferme, lo scenario che si profila è quello di un gigantesco imbarazzo diplomatico. Da un lato, un presunto alleato (gli Stati Uniti) che, pur di fermare il progetto energetico russo-tedesco, avrebbe tollerato e in qualche modo "ascoltato" i piani per un atto di guerra contro infrastrutture critiche europee. Dall'altro, un governo tedesco che si ritrova con la rete di sicurezza transatlantica bucata da un'informazione decisiva che, se condivisa, avrebbe potuto prevenire il disastro. 

La Redazione de l'AntiDiplomatico

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