Nouriel Roubini. "I prezzi petroliferi causeranno nel 2016 una crisi come quella del 2008"
"È in corso una massiccia svendita di corporate bond legati appunto al settore energetico che rischia di destabilizzare il sistema"
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Nouriel Roubini, da molti ribattezzato come il “profeta della crisi del 2008”, in un'intervista a Repubblica di Eugenio Occorsio torna a parlare di un rischio immediato e concreto che i mercati tornino a crollare. "Non si può restare fermi. Le autorità fiscali e monetarie dei principali Paesi dovrebbero subito assumere un'iniziativa forte e proattiva”.
La differenza tra la crisi del 2008 e quella potenziale del 2016 sta nella causa scatenante. Otto anni fa il domino è partito dai mutui subprime: "ora potrebbe essere la catena di fallimenti delle società dello shale oil, messe in larga parte fuori mercato dai prezzi del greggio e della sovraproduzione Opec".
Il segnale c'è: i strani movimenti sulle obbligazioni Usa: "È in corso una massiccia svendita di corporate bond legati appunto al settore energetico che rischia di destabilizzare il sistema", sottolinea Roubini.
E poi c'è il fermento all'interno dell'Unione europea: "L'incombente referendum sulla Brexit, la confusa situazione politica in Spagna, le persistenti tensioni nell'area euro anche se la morsa dell'austerity sembra rallentata".
La ricetta di Roubini? Ulteriore quantitative easing da parte di Mario Draghi. Diagnosi corretta, ma cura fallita e fallimentare?


