Nuova crisi bancaria nel 2016? C’è ancora lo zampino delle banche
2080
Milioni di americani stanno ancora lottando per riprendersi dal collasso finanziario del 2008. Come tutti ricorderete, la crisi del 2008 è stata innescata da quella immobiliare, per cui i bankster (una crasi fra banchiere e gangster) si aggiravano scommettendo su titoli garantiti da ipoteche a rischio, che poi vendevano agli investitori guadagnando miliardi di dollari.
Questo è stato possibile grazie al Graham-Leach-Bliley Act del 1999, che ha eliminato la regolamentazione bancaria con il risultato a cui si è giunti, la diffusione di “prestiti bugiardi”, non garantiti. Questi bankster sono stati in grado di trasformare due miliardi di dollari di ipoteche rischiose in tre miliardi di dollari di derivati. Grazie al decreto Dodd-Frank, i “prestiti bugiardi” non esistono più.
Ma i bankster sembrano aver trovato nuovi stratagemmi per offrire garanzie immobiliari da poter essere trasformate in derivati. Negli ultimi due anni i bankster di Wall Street, grosse banche e grandi società, hanno acquistato centinaia di migliaia di case pignorate attraverso il paese. Fra queste vi è Blackstone Group, una delle più grandi società di private equity al mondo, che ha acquistato 40.000 abitazioni in tutti gli States, spendendo una cifra che si aggira intorno ai 7,5 miliardi di dollari.
Ma perché questa società e altre società di Wall Street stanno acquistando abitazioni pignorate? Affittando di nuovo queste case agli americani, e cartolarizzando il mercato dell’affitto di abitazioni, possono creare dei pacchetti per il pagamento degli affitti allo stesso modo in cui avevano creato dei pacchetti per il pagamento delle ipoteche, per poi venderle agli investitori.
Suona in qualche modo familiare? Di questo rischio parla Thom Hartmann nel suo libro “The Crash of 2016”. L'analisi di alternet.


