NYT: 'L'esercito USA ha perso la superiorità, l'Iran ha rotto il mito dell'invincibilità'
L'articolo, intitolato "L'esercito americano stava perdendo terreno. Dopo l'Iran, lo sanno tutti", afferma che, sebbene in teoria la guerra con l'Iran non dovrebbe rappresentare una grande sfida per gli Stati Uniti, l'offensiva ha comunque chiarito ciò che molti sospettavano da tempo: l'esercito americano sta perdendo la sua superiorità.
Secondo l'articolo, pubblicato giovedì, nonostante gli Stati Uniti spendano circa mille miliardi di dollari all'anno per la difesa, cento volte di più della Repubblica islamica, gli armamenti americani di ultima generazione si sono dimostrati inefficaci nella guerra asimmetrica contro l'Iran, iniziata congiuntamente con Israele alla fine di febbraio.
La pubblicazione suggerisce che l'imprudenza del presidente statunitense Donald Trump nell'imporre un blocco navale ai porti iraniani sia una delle ragioni per cui gli Stati Uniti non hanno ottenuto la vittoria in questo conflitto.
Tuttavia, secondo il New York Times, il problema di Washington è ancora più grave: gli Stati Uniti non sono preparati per una guerra moderna e asimmetrica come quella attualmente in corso con l'Iran.
Il Dipartimento della Guerra degli Stati Uniti (il Pentagono) ha speso centinaia di miliardi di dollari in navi e aerei che si sono rivelati inefficaci contro le armi iraniane, più economiche e prodotte in serie, come i droni.
Inoltre, l'articolo afferma che l'economia statunitense non possiede la capacità industriale necessaria per produrre le armi e le attrezzature di cui ha bisogno, e che il Paese ha faticato ad affrontare questi problemi a causa di un governo inflessibile e di un'industria restia al cambiamento.
La pubblicazione menziona uno dei principali punti deboli dell'esercito statunitense, ovvero la mancanza di tecnologie di difesa anti-drone, una delle ragioni per cui la tanto acclamata Marina statunitense non è stata in grado di impedire all'Iran di chiudere lo Stretto di Hormuz dall'inizio della guerra.
Lo Stretto di Hormuz, la vera arma dell'Iran
Un altro punto debole del Pentagono è la mancanza di armi più economiche e prodotte internamente, come i droni d'attacco unidirezionali e le navi senza equipaggio, armi con cui l'Iran è riuscito a infliggere duri colpi alle difese aeree statunitensi e israeliane e a bloccare lo Stretto di Hormuz, l'importante collo di bottiglia essenziale per il commercio energetico globale.
Secondo l'articolo, l'Iran, controllando e gestendo lo Stretto di Hormuz – attraverso il quale transita un quinto del petrolio mondiale – si trova in una posizione più vantaggiosa rispetto agli Stati Uniti, nonostante lo squilibrio di potere militare.
D'altro canto, gli Stati Uniti devono incrementare la propria capacità industriale e renderla più flessibile. Attualmente, il Pentagono acquista armi solo da cinque grandi produttori, quando dovrebbe investire in aziende con tecnologie dinamiche e in grado di adattarsi rapidamente.
Futuro vulnerabile
Secondo l'analisi, l'approccio "caotico e distruttivo" di Trump, così come i cambiamenti apportati al Pentagono dal Segretario alla Guerra statunitense Pete Hegseth, hanno fornito una tabella di marcia per qualsiasi Paese che in futuro volesse "resistere" alle forze statunitensi.
"Washington non può più limitarsi a parlare di riforma delle Forze Armate; deve farlo, altrimenti rischia che le delusioni della guerra contro l'Iran diventino il presagio di qualcosa di ben peggiore", avverte il giornale.
La guerra di aggressione tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran, iniziata il 28 febbraio, si è conclusa con un cessate il fuoco l'8 aprile, dopo 40 giorni di combattimenti.
La tregua, richiesta e prorogata da Washington, è stata violata dagli Stati Uniti con l'imposizione di un blocco navale sui porti iraniani; una misura che Teheran considera illegale e per la quale ha promesso una risposta energica.
In risposta a questa azione illegale degli Stati Uniti e alla violazione del cessate il fuoco, l'Iran ha imposto restrizioni ancora più severe sullo Stretto di Hormuz, scatenando una crisi energetica globale. Teheran ha promesso di mantenere tali restrizioni fino a quando Washington non revocherà il blocco.


