O. Bertorotta (M5S), rinnovo sanzioni Siria: "UE lontana dai popoli e dai più elementari principi umanitari"

"Ancora una volta si dimostra l'uso strumentale del diritto umanitario, che viene rispettato solo quando si tratta di sganciare bombe contro qualche governo non allineato in giro per il mondo”.

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O. Bertorotta (M5S), rinnovo sanzioni Siria: "UE lontana dai popoli e dai più elementari principi umanitari"

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Il Consiglio dell'Unione Europea ha deciso di estendere fino al 1° giugno 2017 le sanzioni decretate contro la Siria. La decisione è stata annunciata da Bruxelles ieri con uno stridente comunicato. Una decisione che determinerà la fine della vita di migliaia di innocenti con un freddo comunicato, EU Style.

Si tratta di una decisione brutale, volta a perseverare -  in maniera similare all'ecatombe generata in Iraq negli anni '90 - la violazione dei diritti umani di una popolazione allo stremo dopo cinque anni di guerra devastanti. Il Premio Nobel per la Pace Mairead Corrigan, accogliendo il grido disperato dei religiosi in Siria a Bruxelles, ha dichiarato: «Mi sono recata in Siria tre volte e ho visto gli effetti devastanti delle sanzioni sul popolo siriano; per questo faccio appello all’Unione europea e al presidente Obama, affinché revochino subito le sanzioni contro la Siria, un paese devastato da 5 anni di guerra”.
L'Unione europea è stata silente a tutto questo. In un appello che ha avuto molto risalto in Italia negli ultimi giorni, i religiosi di diverse congregazioni cristiane siriane si rivolgevano così a Bruxelles, spiegando gli effetti delle loro sanzioni criminali: “In questi cinque anni le sanzioni alla Siria hanno contribuito a distruggere la società siriana condannandola alla fame, alle epidemie, alla miseria, favorendo l’attivismo delle milizie combattenti integraliste e terroriste che oggi colpiscono anche in Europa. E si aggiungono ad una guerra che ha già comportato 250.000 morti, sei milioni di sfollati e quattro milioni di profughi. La situazione in Siria è disperata. Carenza di generi alimentari, disoccupazione generalizzata, impossibilità di cure mediche, razionamento di acqua potabile, di elettricità. Non solo; l’embargo rende anche impossibile per i siriani stabilitisi all’estero già prima della guerra di spedire denaro ai loro parenti o familiari rimasti in patria. Anche le organizzazioni non governative impegnate in programmi di assistenza sono impossibilitate a spedire denaro ai loro operatori in Siria. Aziende, centrali elettriche, acquedotti, reparti ospedalieri sono costretti a chiudere per l’impossibilità di procurarsi un qualche pezzo di ricambio o benzina. Oggi i siriani vedono la possibilità di un futuro vivibile per le loro famiglie solo scappando dalla loro terra. Ma, come si vede, anche questa soluzione incontra non poche difficoltà e causa delle accese controversie all’interno dell’Unione europea. Né può essere la fuga l’unica soluzione che la comunità internazionale sa e deve proporre a questa povera gente".
 
L'Unione europea è stata sorda al grido dei cristiani siriani.  “Le cancellerie europee hanno sostenuto in questi ultimi anni una posizione ideologica e incomprensibile che non persegue in alcun modo l'interesse del popolo siriano e di certo non favorisce il dialogo democratico nel Paese, ma supporta in maniera diretta le aree sotto il controllo dei “ribelli”, ovvero quella stessa galassia jihadista che tanto si vorrebbe combattere a parole. Sulla Siria c'è bisogno di pragmatismo e coerenza”, ha dichiarato all'Antidiplomatico la senatrice del M5S Ornella Bertorotta, prima firmataria di un'interrogazione al Ministro Gentiloni, con la quale chiedeva al Governo italiano di ristabilire legami diplomatici con la Repubblica araba siriana, anche per contrastare il pericoloso traffico di passaporti siriani in mano all'Isis.
 
“E' necessario creare le condizioni per il rientro di milioni di profughi dall'estero. Le sanzioni economiche rappresentano, invece, un ostacolo alla ripresa dell'economia siriana, di conseguenza, un ostacolo alla riduzione dei flussi migratori verso l'Europa. Per questi motivi non posso che constatare ancora una volta che il rinnovo di queste misure sono un ulteriore passo indietro verso la soluzione del conflitto", ha proseguito la senatrice. "I nostri capi di stato dovranno spiegare a tutti i cittadini europei che, potendo agire per alleviare il flusso dei profughi siriani verso l'Europa, hanno invece deliberatamente scelto di costringerli ad emigrare. Di fronte a tale scelta ideologica e irrazionale, non rimane che prendere atto che oggi chi governa in Europa lo fa in nome e per conto di interessi che sono troppo lontani da quelli dei popoli europei e dei più elementari principi umanitari. Ancora una volta si dimostra l'uso strumentale del diritto umanitario, che viene rispettato solo quando si tratta di sganciare bombe contro qualche governo non allineato in giro per il mondo”, ha concluso.

La Redazione de l'AntiDiplomatico

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