"O i soldi dei catalani rimangono qui, o accontenteremo la base e chiederemo l’indipendenza", l'aut aut di Artur Mas, il governatore della Catalogna, a Mariano Rajoy
805
Forte della manifestazione indipendentista che, lo scorso 12 settembre, ha portato nelle strade di Barcellona due milioni di catalani, l'esponente socialista Mas ha chiesto nuovamente la riscossione diretta dei tributi e l'autonomia finanziaria. Una richiesta inaccettabile per Rajoy, che non può permettersi di allentare i cordoni della borsa proprio ora che sta discutendo con la Troika una seconda tranche di aiuti.
La tentazione di forzare la mano e tornare alle urne già quest’anno è forte per Mas, ed è quello che verrà discusso tra oggi e giovedì al parlamento catalano. Un eventuale voto anticipato potrebbe essere accompagnato da una dichiarazione di “Stato proprio”, senza però utilizzare espressamente la parola indipendenza. Le urne sarebbero per Mas le prove generali del referendum secessionista che la base gli chiede con forza, e che il governatore potrebbe utilizzare per mettere Rajoy con le spalle al muro.
L’offensiva di Mas sta mettendo in imbarazzo anche il partito socialista sia a livello nazionale che regionale. Il suo leader a Madrid, Alfredo Rubalcaba, ha proposto ieri "una riforma costituzionale che guardi a un modello federale". "La Catalogna - ha continuato Rubalcaba - deve rimanere Spagna, ma essere una Catalogna forte".


