"Obama sta portando avanti una rivoluzione colorata negli Usa?"
di Martin Berger - Neo.org
La vittoria recente del neo Presidente eletto Donald Trump ha preso molti americani di sorpresa. Ma sarebbe più saggio dire che l'elite corporativa al potere, che ha fatto campagna per Hillary, è stata letteralmente scioccata dalla sua sconfitta. Senza di lei alla guida dello Stato, costoro temono di non poter continuare a diffondere la corruzione, considerata il fondamento del clan Clinton, o spingere in guerre altri stati, oppure armare terroristi responsabili dell'uccisione di civili in giro per il mondo.
E anche se le elite corporative hanno formalmente riconosciuto la vittoria di Trump, stanno facendo pressioni all'attuale governo per combattere il prossimo presidente Usa in tutti i modi, fino a quando cioè tutte le risorse non vengono esaurite.
Negl'ultimi otto anni, l'amministrazione Obama ha acquisito una lunga lista di trucchi che sono stati usati contro governi "non desiderati" in varie parti del mondo, tra i quali i più efficaci restano sicuramente le cosiddette "rivoluzioni colorate", vale a dire colpi di stato attraverso la manipolazione mediatica e grandi manifestazioni.
I servizi d'intelligence statunitensi si stanno ora preparando per sguinzagliare una tale rivoluzione sul fronte interno, dato che sono onestamente preocccupati del loro futuro sotto Trump, come riporta il Washington Post.
Il fatto che Obama ancora crede possibile che Trump possa non rimpiazzarlo alla Casa Bianca è stato fatto capire dal responsabile stampa della Casa Bianca Josh Earnest. Commentando le proteste anti-Trump negli Usa ha fatto riferimento al diritto di espressione che deve essere esercitato senza violenza, chiaramente alludendo all'aresenale di "pacifici" strumenti dell'attuale amministrazione per liberarsi di Trump.
Questo è il motivo per cui stiamo assistendo ad una serie di proteste sguinzagliate sotto il controllo dell'Amministrazione Obama. Le corporazioni mediatiche e i network sociali sono apertamente contro il 45° Presidente Usa. Del resto, sono le tecniche utilizzate dalle agenzie di intelligence Usa in Brasile, Nicaragua, Hong Kong, Tailandia e in tutto il Medio Oriente e Europa dell'Est per le cosiddette "rivoluzioni colorate". In alcuni paesi, tali azioni hanno portato governi stranieri sotto il controllo diretto della Casa Bianca, come è accaduto in Ucraina, Brasile e tanti altri paesi.
Come risultato, le notizie riportano di decine di migliaia di manifestanti in tante città contro la vittoria elettorale di Trump. Queste rivendicazioni seguono una petizione pubblicata su Change.org che chiede alle autorità statunitensi di rivedere l'esito elettorale, chiedendo al collegio elettorale di capovolgere i risultati il 19 Dicembre. Viene riportato che questa petizione ha già raggiunto un totale di due milioni di firme.
Va da sé che un tentativo di lanciare una "rivoluzione colorata" negli Stati Uniti è sostenuta da una serie di paesi europei, in particolare Francia e Germania, dal momento che l'ordine politico che ha garantito la loro impunità sta volgendo al termine, con Trump che non dichiara apertamente di sostenerli.
L'Independent, giornale inglese, vuole che Trump subisca immediatamente l'impeachment, citando il professore di diritto Christopher Peterson, secondo il quale ci sarebbero le premesse per aprire un procedimento legale in grado di impedire a Donald Trump di divenire Presidente. Il processo d'impeachment per definizione si inizia quando un presidente di uno stato ha commesso qualche grave reato in carica, ma Trump non ha semplicemente avuto il tempo di farlo perché non si è ancora inseditato.
Ancora l'Independent ritiene che ci deve essere qualche spazio legale per il suo impeachment.
E' chiaro che il treno della "rivoluzione colorata" è una locomotiva in corsa negli Usa di oggi. Quello che scaturirà da questo tentativo di ignorare la costituzione Usa, rimane ancora incerto.
Martin Berger è giornalista freelance e analista geopolitico, esclusivamente per la rivista online “New Eastern Outlook.”
http://journal-neo.org/2016/11/12/is-obama-staging-a-color-revolution-in-the-us-2/


