Oggi inizia il processo del Tribunale Speciale per il Libano sull'omicidio di Hariri
Si sono aperti oggi all'Aja i lavori del Tribunale Speciale per il Libano incaricato di indagare sulla morte di Rafik Hariri, primo ministro del Libano ucciso il 14 febbraio 2005 da un'autobomba a Beirut. Il processo è il primo in contumacia dai tempi di Norimberga e il primo processo internazionale per un reato di terrorismo.
L’omicidio di Hariri inaugurò una stagione di grandi cambiamenti politici in Libano e ha dato il via alla cosiddetta Rivoluzione dei cedri, che ha portato al ritiro delle truppe siriane dal territorio libanese nel 2005.
Il Tribunale Speciale per il Libano, istituito nel 2007 dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, è chiamato a giudicare quattro militanti del partito sciita libanese, Hezbollah: Mustafa Badreddine, 52 anni, Salim Ayyash, 50 anni, Hussein Oneissi, 39 anni, e Assad Sabra, 37 anni, colpiti da mandato di cattura internazionale e tuttora latitanti. La creazione del Tribunale ha innescato un acceso dibattito che ha infiammato le tensioni settarie nel Paese e viene criticato da Hezbollah per essere uno "strumento delle politiche americane e israeliane" per colpire disarmare la resistenza libanese,
La sessione di apertura, alla quale hanno preso parte i familiari delle vittime, tra i quali Saad Hariri, figlio del premier assassinato, arriva poche settimane dopo il riesplodere della violenza politica in Libano, con l'uccisione dell'ex ministro delle Finanze Mohammad Shatah nel mese di dicembre, e gli echi della guerra siriana che mettono sempre più a dura prova i fragili equilibri su cui si regge il paese.


