"Ora dobbiamo aspettarci il peggio", parere unanime della stampa libanese dopo l'attentato di ieri
Il Libano trema, ricordando gli orrori recenti di un passato che ritorna d'attualità. L'attentato di ieri con un'autobomba costato la vita al capo dell'intelligence della polizia libanese a Beirut e che ha provocato 8 morti e 86 feriti tra i civili ha fatto rimpiombare il Paese nelle atmosfere dei giorni più drammatici della guerra civile che dilaniò il paese tra il 1975 e il 1990.
Ora il paese cerca di fare chiarezza sulle responsabilità. I sospetti maggiori ricadono sulla Siria, dato che il bersaglio dell'attacco, il generale Wissam al Hassan, guidava le indagini sul tentativo di complotto del regime di Assad dei mesi scorsi ed era secondo i media locali pronto ad emanare i primi arresti. L'Iran ieri ha invece accusato Israele.


