Paul Craig Roberts: "L'uso impulsivo della forza da parte di Washington è un pericolo per il mondo"

Washington deve capire che anche la Russia ha una politica estera e una strategia di sicurezza nazionale. Ex direttore della Defense Intelligence Agency,

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Paul Craig Roberts: "L'uso impulsivo della forza da parte di Washington è un pericolo per il mondo"

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Paul Craig Roberts sostiene che i piani statunitensi di subordinare le azioni russe in Siria fanno parte dell'arroganza della politica estera del suo paese. E questo potrebbe portare alla sua distruzione.
 
L'analisi dell'assistente segretario del Tesoro Usa nel governo Reagan è in contrasto con le affermazioni di alcuni ambienti della politica americana che chiedono un attacco contro gli aerei russi operanti in Siria. Così, vorrebbero porre Mosca sotto il loro controllo nella lotta contro lo Stato islamico, perché, altrimenti, potrebbero vedere compromessi i loro interessi colpiti; vale a dire "le forze jihadiste sostenute dagli Usa", pubblica Counter Punch.
 
Per Roberts, la premessa che la Russia sta lavorando con gli Stati Uniti è falsa, dal momento che l'equazione dovrebbe essere il contrario, perché le forze inviate da Mosca si muovono "secondo il diritto internazionale, e fanno le cose nel modo giusto."
 
Secondo Roberts, che era anche editore associato del “Wall Street Journal” ,gli Stati Uniti non hanno ascoltato  il discorso del Presidente Vladimir Putin all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite lo scorso 28 settembre, quando ha detto che "non si può tollerare" lo stato delle cose nel mondo.
 
Ma gli Stati Uniti non sono soddisfatti. Oltre a causare il "caos in Medio Oriente" che "minaccia di estendersi a tutti i paesi musulmani" e la conseguente ondata di profughi verso l'Europa, ora minacciano anche a Mosca e Pechino. Washington potrebbe, infatti, inviare navi da guerra nel raggio delle 12 miglia nautiche dalle isole artificiali create dal governo cinese poichè i settori più guerrafondai dicono che questo progetto è "un atto di aggressione regionale". Pertanto, Washington si sente di dover agire per proteggere lo stesso diritto internazionale che ha violato nel corso degli ultimi 14 anni e la "libertà di navigazione".
 
Tuttavia, non tutti i funzionari la pensano allo stesso modo e degli Stati Uniti hanno ancora qualche speranza. Michael Flynn, ex direttore della Defense Intelligence Agency, ha detto che il suo paese deve capire che anche "la Russia ha una politica estera e una strategia di sicurezza nazionale."  

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