Paul Krugman: "Gli Usa hanno invaso l'Iraq solo perché Bush voleva una guerra"

"La guerra in Iraq ha rappresentato più di un errore innocente: un crimine"

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La guerra in Iraq non è stato un errore innocente, ma un crimine commesso da Bush Jr. volontariamente, sostiene il premio Nobel per l'economia Paul Krugman. A suo parere, l'amministrazione Bush stava inventando pretesti per invadere l'Iraq per il semplice fatto di voler scatenare una guerra. Ma perché farlo?
 
Da quando il fratello del presidente George Bush, Jeb, si è immerso nella sua campagna per la presidenza degli Stati Uniti d'America si è aperto un dibattito che doveva tenersi  una decina di anni fa: le ragioni della guerra in Iraq. Il premio Nobel per l'economia Paul Krugman scrive sul New York Times che il programma del candidato per quanto riguarda la politica estera è stato preparato sotto la supervisione di persone "direttamente coinvolte nell'inventare false ragioni per andare in guerra."
 
Secondo l'economista, l'unica vera e chiara ragione per cui Stati Uniti hanno invaso l'Iraq nel 2003 è che l'amministrazione del presidente George Bush "voleva una guerra" . Tutto il resto, le giustificazioni per la guerra espresse da politici e funzionari, non erano altro che "l'inganno". "Ci hanno mentito er iniziare la guerra", dice il noto economista.
 
Secondo Krugman, la "falsità" dei pretesti per la guerra era evidente, al momento, perché gli argomenti sono stati modificati per tutto il tempo, ma l'obiettivo di avviare guerra è rimasto invariato. Più di un decennio dopo l'invasione si sa che era falsa anche minaccia che Saddam Hussein possedesse armi di distruzione di massa. E la ragione per cui l'intelligence americana ha sbagliato a sostenere il contrario a quel tempo era la " intensa pressione per giustificare la guerra ", a cui è stata sottoposta.
 
Altrettanto incerto è stato il pretesto che l'Iraq potesse essere responsabile per l'attacco terroristico dell'11 settembre 2001: infatti l'allora Segretario alla Difesa Donald Rumsfeld "stava combattendo una guerra contro un regime che non aveva niente a che fare con l'attacco terroristico", dice Krugman che cita un collaboratore di Rumsfeld.
 
Una domanda sorge spontanea: il motivo per cui l'amministrazione Bush ha voluto combattere una guerra? Secondo Krugman, le risposte possono essere molte: forse Bush voleva aumentare l'influenza degli USA e il loro potere nel mondo; forse il presidente repubblicano ha cercato di rafforzare il partito repubblicano. C'è la possibilità,  suggerisce Krugman, che la guerra fosse un "progetto pilota" per preparare una serie di cambiamenti di regime in altri paesi. In ogni caso, la guerra in Iraq ha rappresentato più di un "errore innocente": un crimine, conclude l'economista americano. 

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