"Per aiutare a mantenere buone relazioni tra i due paesi", il Myanmar garantisce la libertà a 452 prigionieri come segnale alla visita di Obama
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Il presidente del Myanmar Thein Sein ha deciso di garantire l'amnistia a 452 prigionieri politici, pochi giorni prima della storica visita di Obama, primo presidente eletto ad essere ricevuto nel paese.
Il paese è però in una fase molto delicata. L'organizzazione non profit International Crisis Group ha denunciato in un rapporto di lunedì come la violenza tra buddisti e musulmani nelle regioni occidentali del Myanmar potrebbero minare gli sforzi riformatori in atto nel paese, dopo anni di rigida dittatura militare. Il bagno di sangue e le violenze di questi mesi hanno comportato una sostanziale segregazione tra i due gruppi etnici: con le autorità che non sono riuscite a risolvere le cause di questo malessere, le violenze potrebbero ricrearsi causando "il deterioramento di entrambe le comunità e dell'intero paese”. "Tutte le principali città del paese hanno minoranze musulmane significative", sottolinea ancora il rapporto "e se le violenze nello stato di Rakhine si dovessero evolvere in conflitto religioso in tutto il Myanmar, il paese potrebbe compromettere tutto il processo di riforma intrapreso”.


