Per Berlino l'uscita dall'euro della Grecia è divenuta "gestibile" proprio quando Tsipras ha dichiarato questo...

Ecco perché lo Spiegel, citando fonti governative di Berlino, lo scrive proprio ora

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Per Berlino l'uscita dall'euro della Grecia è divenuta "gestibile" proprio quando Tsipras ha dichiarato questo...

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A meno di tre settimane dalle elezioni in Grecia che, almeno senza nuove orwelliane misure del regime di Bruxelles, dovrebbero sancire la vittoria del partito di Alexis Tsipras, Syriza, la Germania continua a mandare ricatti espliciti al paese sul fatto che un altro anno di “aiuti” avverrà solo a costo di un altro anno di “riforme”. Il principale consigliere di Angela Merkel, Michael Fuchs, ha utilizzato recentemente questa espressione intimidatoria: “Se Alexis Tsipras del partito della sinistra greca Syriza pensa che potrà eliminare gli sforzi di riforma intrapresi e le misure 2Il tempo in cui dovevamo salvare la Grecia sono finiti. Non c'è più un ricatto politico potenziale. La Grecia non è più d'importanza sistemica per l'euro”. 
 
E poi è seguito lo Spiegel che in un articolo che ha avuto ampia eco ha titolato "Bundesregierung hält Ausscheiden Griechenlands aus dem Euro für verkraftbar", vale a dire il Governo Federale considera l'uscita della Grecia dall'euro come gestibile. Citando Bloomberg, l'articolo sottolinea come Angela Merkel e il ministro delle finanze Wolfgang Schaeuble, contrariaramente a quello dichiarato nel precedente esecutivo, considerano un'uscita dall'euro della Grecia possibile per il progresso fatto dall'inizio della crisi dei debiti sovrani del 2012. 
 
Berlino, prosegue il settimanale tedesco, considera l'uscita dall'euro della Grecia pressoché inevitabile se il leader dell'opposizione Alexis Tsipras sarà il prossimo premier e deciderà di eliminare le misure d'austerità e sospenderà il pagamento dei debiti. Una Grexit ora implicherebbe che tutte le speranze di QE da parte della Bce sarebbero messi in pausa a tempo indeterminato fino al momento in cui il quadro giuridico non si riassetti. Questo significa anche che le obbligazioni dei titoli dei paesi periferici, che sono a prezzi ben oltre il 100% di un QE europeo, andrebbero a livelli non ipotizzabile durante la notte dell'uscita della Grecia, portando ad una situazione di crollo finanziario tutto il continente.
 
Ma perché lo Spiegel scrive questo proprio ora? Semplice perchè Tsipras ha recentemente chiarito quali sarebbero le sue priorità una volta vinte le elezioni: cancellare il valore nominale del debito greco, rinegoziare la politica d'austerità imposta dalla Merkel - definita “la vera minaccia per l'Europa” - infine, chiedere una rinegozazione complessiva del debito greco non sostenibile.
 
Riporta, infatti, Bloomberg: “La vittoria di Syriza nelle prossime elezioni anticipate porterà ad un cambiamento progressivo delle politiche in Europa contro l'austerità imposta dalla cancelliera tedesca Angela Merkel. Lo ha dihciarato il leader del partito Alexis Tsipras in un discorso di Atene di oggi. Con Podemos in Spagna e Sinn Fein in Irlanda a seguire. Syriza garantirà i depositi bancari e porrà fine alla tragedia sociale, all'incubo dell'austerità”.
 
Syriza non cerca di rompere con i partner europei, ma di porre fine all'assurdo Memorandum, rinegoziare il debito creato da quest'ultimo negli ultimi anni e creare le premesse per una reale possibilità di ripresa. E poi vanno legate insieme due dichiarazioni di Tsipras:
 
“La Germania ha avuto gran parte del suo debito cancellato nel 1953. Lo stesso dovrebbe avvenire per la Grecia nel 2015”
 
e
 
“Syriza vuole il quantitative easing attraverso l'acquisto diretto dei bond governativi da parte della BCE”.  
 
Il 22 gennaio, a tre giorni dalle elezioni in Grecia, si rinuirà il board della Bce. Non è al momento possibile fare previsioni di quello che accadrà a livello di decisioni delle autorità europee, ma è chiaro come tutto è tornato in ballo ora nella zona euro, con la possibile uscita di una Grecia spolpata viva dagli interessi finanziari del Nord Europa. La carcassa potrebbe essere lasciata al suo destino (che sarebbe poi la sua unica possibile salvezza futura). In questo clima in cui Berlino e Bruxelles utilizzeranno tutte le tattiche (anche la psicologia inversa di dire “tanto ora non ci servite più e se volete buttate tutto il sangue versato”) per creare pressioni sul popolo greco, queste foto torneranno di attualità, sottolinea Zero Hedge:

 
La domanda che bisogna porsi ora è questa: qualcuno ritiene ancora valida la retorica della Bce del "whatever it takes" e in grado di salvare la zona euro? Quella stessa Bce che non è stata in grado in 4 anni di sviluppare una strategia valida che seguisse quelle tre parole magiche...

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