Per Calenda il CETA non ha bisogno di essere ratificato dai parlamenti nazionali
5913
In una lettera scritta dal neo-nominato ministro per lo Sviluppo Economico italiano, Carlo Calenda, al commissario europeo Cecilia Malmström, e ottenuta dalla Campagna Stop-TTIP si legge, che "l'Italia, dopo una valutazione tecnica e politica" ritiene che il Comprehensive and Economic Trade Agreement, CETA, l'accordo di libero scambio negoziato tra Ue e Canada, da molti considerato il fratello minore del TTIP, il Transatlantic Trade and Investment Partnership, non ha bisogno di essere ratificato dai parlamenti nazionali di tutti i 28 stati membri dell'UE.
Il testo prosegue, "L'Italia considera il CETA uno storico accordo, il cui fallimento potrebbe avere importanti conseguenze negative per la politica commerciale dell'UE e per la credibilità dell'Europa come partner commerciale affidabile."
Tuttavia, la lettera chiarisce che la valutazione è valida unicamente per questo caso specifico, senza pregiudizio sulle valutazioni italiane in merito ad altri trattati, il cui contenuto andrà valutato caso per caso, a partire dal Ttip”.
“Vogliamo sapere chi ha consigliato Calenda di esautorare il nostro Parlamento, forzare i Trattati europei e delegittimare la Corte di Giustizia Europea. Chiediamo ai Parlamentari europei e italiani di attivarsi urgentemente per chiedere chiarezza”, si legge sul sito della campagna Stop-TTIP.
“Un atto grave” aggiunge Elena Mazzoni del coordinamento della Campagna Stop TTIP Italia “che si inserisce prepotentemente nel dibattito sulla necessaria e auspicata trasparenza dei trattati commerciali. Il fatto che il Governo sottolinei che la posizione di sostegno all’esclusività della Commissione è da considerarsi caso per caso, non ci rassicura che sul TTIP le cose saranno diverse, considerato che CETA e TTIP hanno la stessa struttura e interessano gli stessi ambiti e settori”.


