Per il Comitato Etico dell'UE, José Manuel Barroso danneggia la reputazione dell'Unione europea
Il Comitato Etico dell'UE ritiene che Barroso non ha violato "le regole di integrità e riserve". Si sottolinea, tuttavia, una mancanza di responsabilità e giudizio da parte dell'ex presidente della Commissione europea.
José Manuel Barroso, l'ex presidente della Commissione europea non ha violato le regole di "integrità e riservatezza" dell'Unione europea accettando un lavoro presso la banca d'affari statunitense Goldman Sachs. Questo è il parere emesso il 31 ottobre dal Comitato Etico dell'Unione Europea a cui si era rivolta la Commissione europea dopo lo scandalo suscitato dall'assuzione di Barroso. La scelta di José Manuel Barroso è comunque percepita come sbagliata.
Secondo il Comitato Etico, José Manuel Barroso "non ha dimostrato il buon senso che ci si potrebbe aspettare da qualcuno che ha occupato un'alta posizione di responsabilità per tanti anni." Nessun violazione delle regole è stata comunque rilevato.
Lo scandalo mediatico è "certamente un'indicazione rilevante, ma non di per sé sufficiente" per concludere che le regole etiche sono state infrante, si legge nel rapporto, che sottolinea che Goldman Sachs opera nel rispetto delle leggi. Il Comitato, il cui parere non è vincolante, afferma in particolare: "Sulla base delle informazioni fornite da José Manuel Barroso, in una lettera al presidente [della Commissione] Juncker e considerando il codice di condotta dei Commissari, non ci sono prove sufficienti per stabilire una violazione delle regole di 'integrità e dovere di riservatezza ".
Tuttavia, il Comitato riconosce che le nuove funzioni che il portoghese è chiamato a scolgere sono "sicuramente" relative al suo precedente mandato come capo della Commissione, considerando che all'epoca Barroso si è occupato della riforma del settore bancario in crisi.
I relatori del Comitato hanno sottolineato che "Barroso avrebbe dovuto essere informato e consapevole del fatto che agendo in tal modo avrebbe potuto innescare reazioni in grado di pregiudicare la reputazione della Commissione e dell'Unione in generale."


