Per vietare un Ogm, i paesi dell'Ue dovranno chiedere il permesso alle imprese
Il testo firmato dai ministri dell'ambiente passa ora al Parlamento
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Da oltre quattro anni l'Unione Europea discuteva una nuova procedura per vietare la coltivazione di OGM a livello nazionale. Il 12 giugno, è stato finalmente raggiunto un "accordo politico" tra i ministri dell'ambiente dei 28 Stati membri e il rappresentante francese, Ségolène Royal, ha dichiarato come "Questo nuovo sistema offre la possibilità di scegliere se coltivarlo o no". Ma non tutti i governi condividono questo entusiasmo: il rappresentante del Lussemburgo, Carole Dieschbourg, ha espresso diverse riserve sulla soluzione scelta, temendo il prevalere della cultura dell'autorizzazione vaga e il ministro belga, Olivier Belle, si è astenuto sul voto finale.

Finora, scrive Basta!, gli Stati potevano vietare le coltivazione geneticamente modificate sul loro territorio adottando misure di salvaguardia o di misure di emergenza giustificati da impatti sulla salute o l'ambiente. Ora, ogni Stato membro può esigere che una società che vuole commercializzare un OGM debba escludere il suo territorio dalla richiesta di autorizzazione. Se la società rifiuta, il paese può invocare argomenti etici o socio-economici, ma nessuna ragione scientifica. Come sottolineato da Pauline Canopy dell'associazione Inf'OGM, si tratta tuttavia di una chiara violazione delle norme sancite dall'Organizzazione mondiale del commercio, che riconoscono come valide le decisioni basate su prove scientifiche.
Per le organizzazioni che si oppongono agli OGM, questo disegno di legge prevede "diritti senza precedenti" alle imprese. Con questa legge, sottolinea Christian Berdot di Amici della Terra "non sono più i nostri governi a decidere, ma le multinazionali biotecnologiche". E ancora: "I governi devono mantenere il diritto di vietare gli OGM indesiderati e pericolosi, senza dover chiedere il permesso alle aziende che ci guadagnano soldi", ha aggiunto Mute Schimpf di Friends of the Earth Europe.


Il testo deve essere ora sottoposto al Parlamento per l'approvazione definitiva entro l'inizio del 2015. In caso di via libera, la Commissione potrà accelerare nel rilascio delle autorizzazioni. Sette OGM sono in attesa dell'autorizzazione per la coltivazione nell'UE, tra cui il seme della Monsanto MON810 e il mais TC1507 Pioneer.


