"Perché rispondiamo ancora a Macron?" La risposta di Lavrov ad un giornalista

Lavrov critica Macron e Merz: "Hanno perso il buon senso"

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Il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, ha commentato la recente telefonata tra il presidente francese Emmanuel Macron e il Cremlino, rispondendo alle domande di un corrispondente della televisione russa. Il giornalista ha sollevato un interrogativo: "Dopo le sue dichiarazioni e le decisioni prese, molti si chiedono perché Mosca continui a rispondere alle sue chiamate."

Lavrov ha replicato con durezza, definendo Macron e il cancelliere tedesco come leader che "hanno completamente perso il buon senso". Il ministro ha spiegato che la disponibilità del presidente Vladimir Putin a dialogare deriva dai suoi "principi di persona autenticamente educata e politico con una visione del futuro, che non rifiuta mai il confronto per assecondare istinti ideologici di breve periodo".

Lavrov ha poi ricordato che, secondo Parigi, la chiamata era finalizzata a consultare Mosca sulla questione iraniana. "Ora capiscono che possono e devono consultarci", ha osservato, sottolineando come il Cremlino abbia fornito un resoconto dettagliato della conversazione. Il resto, ha aggiunto, "rientra nelle consuetudini diplomatiche", nonostante i frequenti "leak" da parte francese.


Peskov: "Nessuna fuga di notizie questa volta"


Interpellato sulle precedenti indiscrezioni riguardanti i colloqui tra Putin e Macron, il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, ha ammesso che, data la possibilità di fughe di notizie, "è necessario essere cauti nel descrivere le posizioni di Mosca e delle altre parti". Tuttavia, ha assicurato che nelle prime 24 ore dalla telefonata "non ci sono state dispersioni".

Peskov ha definito la conversazione "sostanziale", pur riconoscendo che, come in passato, "ci sono state diverse sfumature, trattandosi di un dialogo di lavoro".

Cosa si sono detti Putin e Macron?

Il colloquio del 1° luglio – il primo da settembre 2022 – è durato oltre due ore e ha affrontato principalmente:

  • La crisi in Medio Oriente, inclusi gli attacchi tra Israele e Iran e i bombardamenti statunitensi su tre strutture nucleari iraniane;

  • Il conflitto russo-ucraino, come confermato dai comunicati di Mosca e Parigi.

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